Puncetto Valsesiano

Versante Valsesiano Monte Rosa

Versante Valsesiano Monte Rosa

All’ombra del Monte Rosa, immersa nel verde, vi è una valle incantevole: la Valsesia. Un’oasi di silenzio dove si nasconde un’arte del tutto femminile le cui radici affondano in un prestigioso passato.

Le origini del puncetto valsesiano sono piuttosto misteriose in quanto si intrecciano tra segreti, storie e tradizioni. Si tratta di un’arte tramandata di generazione in generazione all’interno delle mura domestiche. Erano le mamme e le nonne a spiegare oralmente e con esercizi di abilità manuale alle proprie figlie come eseguire il puncetto valsesiano.

Alcuni abitanti raccontano che il ricamo valsesiano sia stato inventato dalle donne dell’omonima valle, altri spiegano che si tratta di una invenzione germanica che arrivò in valsesina con i Walser; altri ancora affermano che si tratta di una tradizione saracena e che sia arrivata in valle durante le occupazioni dei Mori provenienti dalla Spagna.

 

Le donne dell’alta valsesia praticarono per anni e anni merletti a puncetto. Per ben mille anni questi splendidi pizzi furono custoditi gelosamente come simbolo della Valsesia, fino a quando la Regina Margherita di Savoia, durante un soggiorno in Valsesia, ne venne a conoscenza e se ne innamoro’ così tanto che lo impose alla corte, grazie anche alla Marchesa d’Adda. E fu così che il merletto divenne noto in diverse parti d’Italia.

Il nome puncetto viene dal diminutivo della voce dialettale “punc” che vuol dire “punto” da cui “piccolo punto”.

Questo pizzo è particolarmente adatto ad ornare tessuti quindi è usato come bordo per tovagliette, centrini, fazzoletti ma soprattutto in passato ha arricchito paramenti sacri e tradizionali costumi locali.

Il puncetto è caratterizzato da soggetti geometrici e simmetrici. Viene eseguito impiegando una serie di nodi che si effettuano nei due sensi senza girare mai il lavoro e tenendo l’ago con la cruna verso il corpo e la punta verso l’esterno.

Per realizzare questi pizzi occorre molto tempo, tanta pazienza e precisione.

Affinchè i lavoro venga realizzato in maniera perfetta occorre contare tutti i punti e occorre essere molto abili nel saper regolare la tensione del filo, si tratta di un’abilità che si acquisisce con il tempo e sopratutto con la pratica.

Strumenti per Eseguire il Merletto Valsesiano

 

Puncetto Valsesiano

Gli strumenti che occorrono per realizzare il merletto sono ago e filo.

La trina è composta da piccoli nodi che insieme vengono a crere un tessuto compatto nella struttura e resistente nella trama in un gioco di vuoti e pieni che creano disegni geometrici. A differenza di tutti gli altri tipi di ricamo, l’ago si punta dal basso verso l’alto e più fine è il filo, più pregiato è il pizzo.

Questo merletto veniva creato dalle donne per impreziosire il corredo, per i paramenti sacri e come ornamento raffinato dei costumi femminili tradizionali e poteva essere bianco, crème o in vivaci colori.

Ogni paese della valle elaborava un suo disegno tipico, ma poteva accadere che in alcune particolari occasioni le donne ci mettessero tutta la loro creatività per realizzare in gran segreto, come in una sorta di gara, un merletto dal disegno originale con lo scopo di stupire poi, per la loro fantasia, nel giorno di festa.

La notorietà dovuta ai Savoia durò poco: la produzione continuò solo in alta valle finchè, negli ultimi anni, si ripresentò come protagonista nel dare un tocco di classe alle decorazione di tovaglie, fazzoletti, lenzuola, asciugamani, tende e centrini. Recente è l’idea di realizzare un braccialetto in puncetto, tinta unita o colorato, per i giovani.

Nato il nuovo interesse per l’antica trina, sono comparse sul territorio scuole di puncetto per tramandare alle nuove generazioni la tradizionale arte. Inoltre si possono visitare mostre e musei dove vengono esposti i più bei ricami realizzati dalle abili mani delle donne valsesiane.

Questo robustissimo e compatto ricamo si tesse con migliaia di nodi creando disegni simmetrici. E’ anche chiamato “Punto Saraceno”, per le sue presunte origini arabe. Pare infatti che i valsesiani, crociati nelle Guerre Sante, al ritorno dalla Palestina recassero con sé donne saracene che conoscevano il punto e lo diffusero in valle.


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