di MariGiò
Cosa significa essere “liberi” oggi? È una domanda profonda, che spesso trova risposta non nelle parole, ma nei gesti precisi e pazienti degli artigiani. A Leeds, nel Regno Unito, questa riflessione ha preso forma attraverso fili colorati e ricami preziosi.
Recentemente, la biblioteca centrale della città (Leeds Central Library) ha svelato un nuovo tassello della sua storia: il Pannello della Libertà. Un’aggiunta significativa a un’opera monumentale che racconta l’anima della città da oltre trent’anni.
Questo nuovo pannello non è solo un pezzo di stoffa decorato. Fa parte dell’iniziativa nazionale “Our Freedom: Then and Now”, nata per riflettere sul concetto di libertà a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Mentre il mondo ricorda il 1945, i cittadini di Leeds hanno preso in mano ago e filo per raccontare cosa significhi l’autodeterminazione nel 2026, celebrando contemporaneamente i 400 anni dal primo statuto reale della città.

L’arazzo di Leeds è un esempio straordinario di arte partecipativa:
L’artista originale, Kate Peace, voleva che l’opera fosse un enciclopedia vivente delle tecniche tessili: dal ricamo a mano a quello a macchina, rendendo omaggio alla storica eredità industriale di Leeds.
Il nuovo pannello è nato sotto la guida delle artiste Hayley Mills-Styles ed Elnaz Yazdani, che hanno coordinato gruppi locali in un lavoro di patchwork e abbellimenti. La scintilla creativa? Le collezioni storiche della biblioteca e le parole di Simon Armitage, il Poeta Laureato, che ha scritto per l’occasione la poesia Freedom Road.
Se vi trovate a Leeds, una passeggiata al primo piano della Central Library è d’obbligo. Non vedrete solo una decorazione murale, ma migliaia di ore di lavoro, dedizione e comunità. È la prova che, anche in un’era dominata dal digitale, il “tocco umano” e la manualità restano il modo più potente per connetterci alla nostra storia.
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