Ricamo Vietnamita

22 novembre 2007 di Caterina Mezzapelle


ricamo vietnamita

ricamo vietnamita

Martedì 13 novembre 2007, nel Foyer del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, si è tenuta l’inaugurazione della mostra di tele ricamate a mano provenienti dal Vietnam.

Questi ricami  vietnamiti sono davvero preziosi e vengono acquistati direttamente da artisti nei villaggi rurali del Vietnam del nord dove sono stati fatti. Per terminare ogni pezzo viene impiegato tantissimo tempo.

Questo dipinto vietnamitia ricamato per esempio potrebbe far impiegare ad un artista un mese per finirlo.

Una ricamatrice vietnamita ci spiega: “Scegliamo soltanto il disegno da ricamare e i filati di seta più belli che ci siano. Molti dei nostri clienti prima cercavano il Punto Croce Orientale, il ricamo cinese o il ricamo giapponese ,dopo invece hanno scoperto il nostro ricamo“.

Il ricamo ha una storia lunga ed è famosa in Vietnam.
L’arte del ricamo risale a più di 700 anni fa. Ha Tay e Binh sono due luoghi famosi per la tradizione del ricamo. Questi luoghi rappresentano l’origine del ricamo vietnamita. Ci sono alcune famiglie che tramandano di generazione in generazione l’arte del ricamo.
Nel ricamo a mano, gli artisti scelgono attentamente e delicatamente ogni piccolo filo, per fare le sfumature utilizzano diverse tonalità di colore.
Fonte: www.arte-ricamo.eu

Storia e Tradizioni – Il Ricamo

25 agosto 2007 di Daniele Frulla


ricamo

ricamo

Il ricamo è un’arte che è nata e si è sempre evoluta nei secoli, fino ai giorni nostri. Si è tramandata di generazione in generazione come arte femminile.

Ci sono tantissimi punti da imparare ed ognuno ha la sua origine e la sua evoluzione.

Il termine ‘ricamo’ deriva dall’arabo ‘rakam’.

Ricamo è quel lavoro ad ago di carattere ornamentale che viene eseguito su tessuti di qualsiasi genere e anche sul cuoio.

L’origine del ricamo si considera orientale proprio per le sue caratteristiche che si sono a lungo conservate e poiché fin dal principio della millenaria civiltà cinese si hanno notizie di simboli ricamati sulle vesti, tende, drappi e coperte. Questi simboli, che si sono conservati nei secoli successivi, ci danno indirettamente notizia dello stile primitivo del ricamo cinese che appare orientato a conseguire effetti pittorici, con colori spesso vivacissimi ed armoniosi.

La Cina e il Giappone i più antichi esempi di ricami cinesi risalgono al regno della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.): sono frammenti di seta decorati a punto catenella con nubi e dragoni, provenienti dal Turkestan orientale. La produzione della seta diede forte impulso allo sviluppo del ricamo in Cina: i pezzi più preziosi erano ovviamente quelli destinati all’abbigliamento di nobili e imperatori. Si imposero elaborate decorazioni eseguite su fondo scuro, in prevalenza nero; molto ricercati anche i lavori realizzati con fili di seta intrecciati con oro o argento.

Nel bacino Mediterraneo l’arte del ricamo è testimoniata anche da pitture o sculture, ma con qualche dubbio se si tratti di tessuti ornamentali o di veri e propri ricami.

Nell’antico Egitto l’esistenza del ricamo è anche comprovata direttamente da esemplari, del Secolo XVI a.C., di cifre ricamate su biancheria in grosso filo bruno, e di ricamo ornamentale consistente in piccoli tondi di color verde vivo ricamati su di una benda, probabilmente usata come acconciatura.

Anche nella Bibbia si ricorda parecchie volte il ricamo , attraverso alcuni versi.

Nella cultura dei Babilonesi erano molto presenti i ricami ed i loro re ne ornavano riccamente i loro abiti.

In Grecia il ricamo fu introdotto dai Frigi. Un frammento di tessuto greco di lana color porpora del IV Secolo a.C. è ornato con un ricamo in lana di vari colori, che rappresenta un cavoliere tra motivi di fogliami.

Anche a Roma il ricamo è fatto conoscere dai Frigi , che ne fanno largo commercio come testimonia Plinio. Le fasce che servivano a distinguere i funzionari erano ricamati sulle loro toghe.

Nell’Impero Bizantino si tenne in grande onore l’arte del ricamo, che ornava riccamente le vesti dei potenti, come si vede sul mosaico che rappresenta l’imperatrice Teodora con le figure dei Re Magi ricamate sul lembo inferiore della veste.

La Storia dei Samplers

18 settembre 2006 di Caterina Mezzapelle


la storia dei samplers

Alla fine del corso di studi ad indirizzo linguistico, insieme alla mia insegnante di lingua inglese Sig. Prof. Vita Maria Montalto, ho voluto intraprendere la ricerca, la preparazione e lo studio di una particolare tematica culturale e tradizionale inglese, verso un tipo di ricamo : “I Samplers”.

Anche se nella Scuola Superiore questa materia, quale il ricamo, non trova una sua collocazione ufficiale nell’orario curriculare per noi studenti del corso linguistico ha fatto parte di un progetto iniziato gli scorsi anni scolastici.

Il progetto nasceva da una sollecitazione da parte dell’insegnante, verso noi studenti, nei confronti dell’arte non come espressione pura ma come ricerca di dettagli che invece avevano un grande significato.

Infatti, sui samplers che alla fine del progetto abbiamo presentato alla mostra allestita nell’aula magna del nostro Istituto ognuno di noi aveva ricamato a punto croce un proverbio, un verso, una piccola poesia contornata dagli elementi figurativi riportati nel detto, dando sfogo alla propria creatività e fantasia cercando di valorizzare il tutto con un’accurata scelta di colori e sfumature armonizzando il disegno.

La tesi è stata strutturata in più parti:

La prima parte contiene una succinta storia del periodo che va dal 1600 al 1800 in Europa ed in particolare in Inghilterra, il Periodo Elisabettiano e quello Vittoriano, la condizione della donna, il suo cercare faticosamente di inserirsi nella società la sua voglia di imparare e di farsi valere.

Nella seconda parte vi è un’accurata spiegazione di quello che volevano dire questi splendidi ricami; ampio spazio è dedicato alle tradizioni popolari con la spiegazione di alcune poesie e versi che venivano scritti nei samplers. Gli accessori per il ricamo, il loro lavaggio ed i Musei che ancora oggi ricercano e conservano questi capolavori.

Nella terza parte infine vi è un’ampia documentazione fotografica di alcuni samplers d’epoca e di altri più recenti, la corrispondenza con il museo americano “The Scarlet Letter” di Sullivan, Visconcine, la fotocopia della mia lettera pubblicata nella rivista di lavori femminili Rakam del mese di Maggio – 2000 e la conclusione del lavoro svolto.

CONTESTO STORICO

I Samplers, dal latino “exemplum” ossia esempio, sono quei piccoli teli di lino o cotone ricamati da intere generazioni di romantiche fanciulle che li hanno riempiti ad ago e filo d’ alfabeti e monogrammi, scritte augurali e dediche, fiori, animali, amorini e quant’altro la fantasia suggerivano loro.

Il corrispondente termine italiano per tale genere di lavoro è quello di “imparaticcio” ed indica un lavoro fatto da una principiante; in Francia invece venne chiamato “marquoir”, da point de marque, nome dato al punto croce perché serviva a marcare, ossia a siglare con un’iniziale, la biancheria.

Essi servivano da modello per ricami in un’epoca in cui non esistevano le riviste specializzate.

Questi ricami ci hanno accompagnato per diversi secoli, ma per conoscere bene la storia di questi imparaticci, oggi eseguiti unicamente a punto croce, dobbiamo dare uno sguardo alla società e alla cultura di quei periodi.

La loro origine si perde nei tempi e s’intreccia con la storia.

Sappiamo che già nel medioevo , era una consuetudine comune fra regine e principesse ricamarli. In questo periodo il ricamo era un’arte che per tradizione era affidata al sesso forte, col passare degli anni si capì che la pazienza, la precisione, l’assiduità ben si addicevano alla quieta indole femminile piuttosto che al vivace temperamento maschile, ecco perché vi fu un fiorire di scuole di ricamo per giovani allieve.

Oltre al ricamo ed altre attività tessili nelle scuole, alle ragazze, s’impartivano lezioni di canto in coro, di buone maniere, esercizi di lavori domestici; non erano invece frequentate dalle donne le scuole di latino, grammatica e studi matematici che rappresentavano la formazione culturale dei fanciulli.

Si deduce pertanto che le donne erano completamente sottomesse, esse non avevano diritti di proprietà e sui propri figli, non ricevevano istruzioni culturali, peraltro che non fosse la loro unica funzione di donna di casa, moglie e madre di famiglia. Non avevano diritti civili, non potevano entrare in alcuna professione, ma, nello stesso tempo, ci si aspettava che avessero buone qualità. Saper ricamare e firmare la propria biancheria era una buona dote per una donna che voleva sposarsi.

Le testimonianze cinquecentesche rimaste sono scarsissime comunque la tradizione del ricamo domestico che nei secoli non era mai stata del tutto abbandonata, riprese nel XVI secolo con grande fervore e caratteristiche ben precise, notizie più dettagliate si hanno però dal 1600 fino ad arrivare ai nostri giorni.

La Corte di Elisabetta I (1533 – 1603), (figlia di Enrico VIII e Anna Bolena) regina nel 1558, divenne il centro d’attività letterarie e artistiche. La regina con la sua personalità e il suo talento determinò il gran cambiamento sociale della seconda metà del XVI secolo. Il paese prosperò, vi fu un rinnovarsi della cultura del sapere e dell’arte, furono fondate nuove scuole.

Una particolare scuola artistica fu quella che garantiva una rigida preparazione professionale ai ricamatori, questi riuniti in compagnie ricevettero nel 1561 da Elisabetta I la loro prima “Carta”.

In Inghilterra, i samplers erano tenuti in gran considerazione tanto che il XVII secolo è considerato “The Golden Age” (L’Età d’Oro) della loro creazione. I samplers fatti durante questo periodo mostrano raffinatissimi punti di ricamo diversi fra loro, combinati con disegni complicati e trame di colori.

Il ricamo della fine del periodo rinascimentale era molto elaborato; da ricerche in vari musei è possibile vedere il fascino che questi punti così sapientemente elaborati, riuscivano a dare ad abiti e accessori portati da nobili, donne, e uomini di chiesa (che per i propri paramenti usavano vari ricami).

Il ricamo era anche eseguito sull’arredamento delle case elisabettiane, dai tappeti alle coperte e dalle tende da letto alla biancheria.

Per quanto riguarda gli aspetti abitativi, possiamo affermare che nel periodo elisabettiano, vi fu un concreto miglioramento. Le case, in un primo momento di struttura modesta, alla fine del regno d’Elisabetta si presentavano costituite da quattro o cinque locali. Se guardiamo verso i gradini più alti della piramide sociale, le grandi case conobbero innovazioni rese possibili dai più alti livelli di comfort.

In genere le stanze erano sistemate su due piani e, senza dubbio, il proposito era quello di giungere ad una certa raffinatezza interna. I camini divennero elemento costante nella struttura e nell’arredamento.

La famiglia occupava le stanze del primo piano e come consuetudine, il grande salotto del pianterreno, luogo di riunioni. La servitù, che prestava la propria opera a questi due piani, dormiva nel seminterrato o nelle soffitte.

Il grande cambiamento sociale nel regno di Elisabetta fu l’espansione verso l’oltre oceano; avventurosi capitani conquistarono nuove terre e nuova gloria.

Intorno al 1530, in Europa sorse un movimento di riforma verso la Chiesa Cattolica Romana, era il Protestantesimo e mirava a reprimere il malcostume e a ristabilire la purezza dei primi giorni della Chiesa, il principale rappresentante di tale movimento era Lutero.

Un Protestantesimo del tutto particolare si sviluppò in Inghilterra quando Enrico VIII , per ragioni personali e politiche si separò da Roma e si dichiarò capo della Chiesa Inglese.

Negli anni seguenti, la regina Elisabetta fondò la Chiesa d’Inghilterra (Chiesa Episcopale Anglicana), un compromesso fra la posizione cattolica e quella protestante.

Una nuova setta religiosa, quella dei Puritani, ebbe origine dal protestantesimo inglese. Essi avevano una stretta visione della vita e della religione, per questo motivo vollero rompere ancora di più con il passato e adottare le idee di Lutero e di Calvino.

I Puritani affermavano che l’organizzazione della Chiesa, doveva corrispondere a quella del nuovo testamento e tutto ciò che non era scritto nella Sacra Scrittura doveva essere eliminato. Elisabetta istituì una commissione che combatté duramente i Puritani.

Dopo la morte di Elisabetta I (1603), i Puritani furono fortemente perseguitati, anche da Giacomo I , al punto che un certo numero di loro emigrò tra il 1620 e il 1635 nel Nord America; tra questi si ricordano i famosi “Piligrim Fathers ” (padri pellegrini) del Mayflowers che emigrarono per realizzare liberamente il loro ideale ecclesiastico e civile. Essi volevano una nuova patria in cui la loro fede puritana non fosse perseguitata. Essa fu chiamata New England (oggi Massachusetts).

Guardavano ad una religione libera ma ricca di severi principi e gettarono, in tal modo, le basi della civiltà nordamericana che conserva ancora oggi elementi caratteristici della tradizione puritana. Nonostante il distacco della madrepatria, il loro stile di vita e il loro gusto artistico, ricordavano molto la cultura inglese (compreso lo stile delle case).

I samplers vantavano già una lunga tradizione in Europa quando i primi coloni si stabilirono nel Continente Americano.

Sin dalle origini, le città del Massachusetts dettero molta importanza alla lettura, non tanto per scopi didattici, ma perché la gente fosse in grado di leggere la Bibbia che dopo la riforma era stata tradotta nelle varie lingue nazionali.

Entro il primo secolo dall’insediamento, le istituzioni iniziarono a fiorire e in una delle prime scuole sorte a Boston, veniva diligentemente insegnata la calligrafia, la scrittura, l’aritmetica, il canto dei Salmi, il ricamo e tutti i tipi di lavori ad ago.

Testimonianza della realtà di quel periodo è un celebre romanzo americano, scritto da Nathaniel Hawthorne , intitolato “The Scarlet Letter” (La Lettera Scarlatta), pubblicato nel 1850 a Boston.

La vicenda s’intreccia tra cultura e religione, dandoci un’immagine sottomessa della figura femminile (anche se nel romanzo la protagonista non si è piegata, infrangendo così le regole puritane), e della non partecipazione alla vita sociale.

Ecco perché spesso le donne per evitare l’isolamento si riunivano in gruppi, nei salotti delle case, per ricamare e scambiarsi idee per i loro lavori.

Si è cercato di capire il ruolo che avesse la figura femminile nella società passata.

Nella prima metà del 1700 il livello di alfabetizzazione migliorò in tutta l’Europa, le scuole s’impegnarono a fornire una più ampia e completa formazione culturale anche se le fanciulle, rispetto ai maschi imparavano con una certa resistenza a leggere e a scrivere, mentre volentieri tenevano l’ago in mano.

In un libro scritto da Miss Hill si può scoprire la vita delle donne nel XVIII secolo. Ella s’interessò molto al ruolo della donna accumulando parecchie notizie tratte da giornali, diari, ricordi ufficiali, letterature del periodo che le hanno permesso di farci capire la vita della donna sia povera sia di famiglia agiata nella società inglese.

L’interesse di Miss Hill era in ogni modo concentrato verso la donna che lavorava a casa, nella fattoria o nelle industrie. Da varie fonti si può scoprire il ruolo della donna e l’educazione ricevuta esplorando la sua vita come giovane non sposata, come madre e come vedova. A partire dal 1700, si andò delineando una nuova concezione della famiglia. La scelta del coniuge cominciò a non essere determinata esclusivamente dai genitori e si basò solo su ragioni affettive.

Nell’alta aristocrazia ebbe molta importanza il vantaggio e il prestigio che il matrimonio poteva portare all’intera famiglia. Le famiglie borghesi imitavano il modello aristocratico, l’autorità del potere conobbe un certo declino e tutti i membri della famiglia acquistarono una maggiore autonomia, vi fu un periodo d’individualismo e permissività.

Altre notizie riguardanti la vita delle donne del XIX secolo le possiamo avere guardando anche i ricami dell’epoca. Infatti su un libro pubblicato in quel periodo “Samplers a School Room Exercise” viene spiegato il sistema educativo in Inghilterra e l’evoluzione dei samplers. Inoltre nel libro, vengono descritte le scuole dove venivano ricamati i lavori e i dettagli biografici delle ragazze che li ricamavano.

Nel 1800 nacquero molte scuole professionali femminili, artistiche – industriali. Le insegnanti avevano lo scopo di preparare le donne a piccoli mestieri adatti a loro; ricamare merletti, cucito, ricamare su stoffa, stiratura, modisteria, lavorazioni che potevano esser utili per dare vita alla gestione di piccole industrie casalinghe.

Svolgendo questi mestieri, la professionalità delle donne nella seconda metà dell’ottocento era all’apice e da li le donne cercheranno di salvaguardare il grande patrimonio che avevano acquisito nei secoli.

Favorito dallo sviluppo dell’industria tessile che mette a disposizione tele e cotoni di vari colori, il punto croce, nella seconda metà del 1800, diventa passatempo per molte donne di ogni età e classe sociale. Il romanticismo influisce sulla scelta dei soggetti, delle frasi riportate nei samplers e dei colori. Pezzi e modelli storici, samplers inclusi, forniscono una fonte d’ispirazione di guida per le future generazioni.

Un altro periodo massimo splendore della cultura inglese fu l’Età Vittoriana che si ebbe durante il regno della Regina Vittoria (1819 – 1901). La Gran Bretagna ebbe una grande influenza sulla scena mondiale.

Durante il periodo Vittoriano, l’India passò sotto il controllo del governo britannico e fu nel 1877 che la Regina Vittoria diventò imperatrice dell’India. In questo periodo l’Inglese diventò la lingua ufficiale per la comunicazione.

Le famiglie vittoriane erano usualmente molto grandi, la stessa regina ebbe nove figli. L’Età Vittoriana sembra caratterizzarsi come il periodo dell’affermazione di valori peculiari. All’interno della famiglia si ebbe una ripresa (che già si era affermata tra il 1530 e il 1670) dell’autorità paterna, con l’affermazione di un nuovo puritanesimo che trovò il suo punto di forza in questa istituzione.

Uno degli aspetti più confortanti della cultura, alla fine di questo secolo è senza dubbio l’importanza che va assumendo l’arte nella vita sociale. L’aspetto creativo incomincia a prendere forma ed è proprio in questo periodo che sorge un nuovo movimento artistico, in Inghilterra prende il nome di Modern Style , mentre in Italia viene chiamato Stile Liberty .

Bisogna che l’arte, come avvenne nelle età passate, porti nel più umile oggetto il suo marchio ed il suo fascino ed un’impronta armonica, cioè quello che possiamo riscontrare nei samplers ricamati nel XIX secolo.

I SAMPLERS NEI SECOLI

Molti modelli di samplers fatti in diverse regioni americane si sono sviluppati nel XVIII secolo (alcuni samplers si riferiscono al patriottismo americano). Mentre il ricamo inglese tende ad assumere una tecnica superiore molto regolare e precisa, le insegnanti americane sembrano esser tolleranti con i propri studenti. Voli di fantasia ed errori per intero vengono accettati.

Nei samplers i risultati di questa libertà di ricamo delle giovani allieve vengono spesso evidenziati, per non togliere il gusto dell’errore infantile. Comunque l’abilità e la competenza nel saper fare un ricamo non era necessariamente il massimo nel XVII secolo.

I samplers del 1600 presentavano una forma allungata come una striscia, in genere vi erano ricamate delle coppie elegantemente decorate, presentavano intensi ricami di fiori e disegni geometrici molto in voga in quel periodo. I colori erano vivaci, con bellissime sfumature nei fiori e nell’abbigliamento. Essi erano ricamati con un solo filo su tela di lino.

I primi samplers non erano fatti per essere mostrati quindi i modelli non erano simmetrici. Molti samplers erano a lunghe strisce che poi arrotolate e messe da parte potevano essere trasportate facilmente. In genere servivano come modello e venivano adottate alla fine dell’insegnamento del ricamo alle giovani ragazze nelle scuole nel tardo secolo.

Questi samplers di riferimento sono stati presi in grande considerazione, essi sono molto belli e sono ricamati con molti arrangiamenti simmetrici in alfabeti e numeri, figure che riproducono motivi di animali (lumache e numerosi uccelli). Questi ricami erano lavorati in lunga striscia di lino con i margini orlati.

Possiamo vedere in figura un modello di sampler che veniva utilizzato da mani esperte questo era molto adatto all’abilità di una ricamatrice che già aveva acquisito buone conoscenze e tecniche raffinate nel ricamo.

Prima che fossero disponibili gli schemi colorati, le donne si scambiavano idee per i loro lavori, copiando immediatamente i modelli interessanti in modo che non potessero dimenticarli. In genere una striscia di lino era riservata agli “appunti” e i motivi si succedevano a caso fino al riempimento del tessuto. Nessun angolo o pezzetto di stoffa veniva sciupato. Questi samplers erano tenuti sempre presenti e tramandati di mano in mano col succedersi delle generazioni. I samplers del XVII secolo ci mostrano la più vasta varietà di punti e disegni riferendosi al “Golden Age”.

I punti usati nei vari samplers di riferimento erano non solo il punto croce ma anche altri punti di ricamo , tra i quali lo sfilato cioè una tecnica per mezzo della quale i fili dello sfondo del lino venivano tagliati accuratamente, sfilati e poi ripresi con l’ago, per far evidenziare poi il disegno che si desiderava.

Il tipo di tecnica imponeva la scelta del disegno geometrico e un’organizzazione molto regolare del lavoro: i samplers, a punti tagliati e a fili tirati, sono sempre divisi in strisce simmetriche lavorate interamente da parte a parte seguendo la forma lunga e stretta della tela.

Il lavoro di taglio e quindi di sfilato era usato per creare i popolari collarini elisabettiani in pizzo, colletti, polsini e fazzoletti che erano molto richiesti nel XVII secolo. Oltre allo sfilato, gli altri punti di ricamo erano il punto occhiello, il punto raso contato, il punto ungherese, il punto reticello.

Quest’ultimo rappresenta il collegamento nel cucito tra ricamo e vero merletto, quindi l’unico arnese da usare era un ago che con appropriati movimenti e con un semplice filo creava sorprendenti reti.

I motivi che venivano ricamati erano molti, le fonti ispiratrici riguardavano spesso gli elementi naturalistici tra i quali possiamo ricordare: fiori, animali, vari tipi di uccelli ed inoltre alcuni bordi geometrici e casette, molto importante era però ricamare in genere a punto croce, le lettere dell’alfabeto e i numeri.

I caratteri dell’alfabeto di alcuni antichi samplers variavano col passare del tempo, ci è giunta conferma di diverse forme utilizzate tra la fine del XVI secolo e la metà del XIX secolo. Questo è un riferimento prezioso per chi vuole individuare il periodo storico di un sampler rapportandosi allo stile delle lettere.

Paragonando lo stile delle lettere di un sampler americano con uno inglese si possono notare parecchie differenze, le severe lettere quacchere scozzesi sono eseguite con aspetto altero in stile romano, mentre le lettere dei samplers americani ben ricopiavano lo stile scozzese ma poi, via via nel tempo si sono modificate.

Inoltre le lettere scozzesi, venivano ricamate con i colori tipici che si basavano su luminose gradazioni di rosso e di verde. Esistono molti esempi, di scuole quacchere che ci mostrano gli stili distintivi del disegno e delle lettere e altri motivi simbolici che fanno dei samplers scozzesi un vero gruppo riconoscibile.

Ma appena i libri di schemi divennero popolari cadde in disuso la funzionalità degli schemi di riferimento e da quel momento solamente i bambini che dovevano esercitarsi ricamavano motivi e lettere sui samplers.

L’enorme utilizzo del ricamo imposto dalla moda (di quei secoli) determinò una diffusione simultanea di libri di modelli, cui fu affidato il compito di diffondere nuovi motivi decorativi, destinati non alle professioniste ma a persone che dovevano imparare, essi diventarono fonte ispiratrice, non solo per i ricami di grande qualità, ma per oggetti di uso quotidiano ed anche per i samplers.

I temi ideali araldici e pastorali, erano comuni dei ricami del XVIII secolo. Questi erano temi che si divulgarono anche nei movimenti romantici, nell’arte, nella letteratura e nella musica, tramite le poesie pastorali di Alexander Pope e Ambrose Phillips, le opere di Handel e le successive arti visive (dipinti, incisioni su rame).

L’ammirazione per l’innocenza (che nei samplers spesso era rappresentata dall’agnello) e la semplicità della vita rurale possono essere considerate tematiche importanti in molti lavori diversi del periodo.

La stoffa su cui venivano eseguiti i ricami era una tela di lino che veniva tessuta in casa e poi sbiancata. Alcune fabbriche si occupavano di importare il lino, anche se era pesantemente tassato, qualora non fosse possibile coltivarlo.

Tra il XVIII e il XIX secolo ricamare un sampler era un esercizio comune per le scolare, imparare i punti base, i modelli di disegno e l’alfabeto dipendeva molto dal ceto sociale delle ragazze.

Quindi si va sempre più accentuando la funzione di un sampler come saggio scolastico.

La nuova funzione educativa diventa molto importante, i motivi realizzati con ordine e simmetria segnano la definitiva scomparsa del campionario inteso come blocco di appunti.

Molte ragazze e alcuni ragazzi dai quattro ai quindici anni, eseguirono almeno un sampler di alfabeti a casa propria e a scuola. Ma solo le ragazze benestanti continuavano a perfezionarsi in costose scuole private o accademie dove produssero samplers elaborati completando gli alfabeti con scene pastorali, fiori, animali immaginari e versi.

Gli alfabeti ed i numeri che per tutto il 1600 avevano fatto la loro prima comparsa diventano nel XVIII secolo elementi che non si possono più eliminare.

Esistono numerose varianti dell’alfabeto sia nelle dimensioni che nei caratteri (gotico, corsivo, stampatello). Le lettere in altri alfabeti hanno dimensioni ridotte e sono ricamate con due file accostate di punto in croce.

Generalmente si ricamavano tutte le lettere dell’alfabeto anche se in alcuni samplers del 1700 non sono presenti le lettere J, V, Z. Altre volte si riscontrano alfabeti che avevano un ordine inverso.

La presenza degli alfabeti e di numeri nei samplers aveva una doppia finalità; per scopo culturale, infatti le giovani ricamatrici imparavano la numerazione e l’alfabeto si creavano una migliore dimestichezza con il leggere e lo scrivere ed inoltre con le lettere e con le cifre avrebbero marcato la biancheria di casa, questo era importante sia per le fanciulle che si sarebbero create una famiglia, sia per quelle che avrebbero eseguito lavori su ordinazione.

La biancheria di alcune famiglie nobili veniva segnata , non solo con lettere e numeri ma anche con piccole corone che variavano secondo il livello aristocratico.

Per tutto il 1700 e 1800, divenne uso costante mettere la data e le iniziali del proprio nome che dopo i primi decenni del XIX secolo si trasformarono nella firma.

Tutti i samplers presentano la data (e non trovarla è raro) generalmente posta fra una ghirlanda fiorita o sparsa fra i motivi decorativi del sampler, dai quali si distingue per un diverso punto di lavorazione.

Nel corso del XVIII secolo comparvero le prime caratterizzazioni regionali.

Vennero sviluppati nuovi motivi, spesso con particolari legati ad un’area, una città o una scuola. Alcuni rimasero isolati, altri divennero molto popolari.

Quello di Adamo ed Eva con il serpente fu ricamato per la prima volta a Boston, ma fu imitato rapidamente in nuove e diverse aree geografiche.

Queste due figure in un primo momento vengono ricamate definendo solo il loro contorno, in seguito furono separate dall’“Albero della Conoscenza”. Si possono ritrovare in campionatori eseguiti in occasioni di matrimoni.

Frequenti furono anche, dal 1760 in poi, raffigurare nei samplers i propri familiari, spesso accompagnati da piccole dediche.

Nei samplers americani si riscontrano questi stessi personaggi in vari atteggiamenti del loro lavoro imitando gli abiti della moda contemporanea con complicati lavori di applicazioni, per le figure femminili talvolta nella parte riguardante il capo, si utilizzano fili di capelli veri, per avere un effetto più credibile e naturale.

Tra i motivi della Balch School di Provvidence, Rhode Island, si trova spesso una coppia di angeli che suona la tromba e un maestoso bordo floreale.

Le scuole attorno a Portland, Maine, generalmente riportavano versi e genealogie insieme a scene locali sempre circondate da bordi di rose e viti. Complessivamente i samplers di questo periodo mostrano uno stile ben preciso che li attesta come autenticamente americani.

All’inizio del XIX secolo la popolarità dei samplers raggiunse i massimi vertici. Si erano evoluti nella forma e nella funzione, (bordi, piccoli versi, frasi, poesie, divennero il motivo centrale di questi ricami).

La produzione dei samplers nei primi decenni del XIX secolo è ancora vicina a quella settecentesca, si introducono alcune varianti: vengono rappresentati piccoli paesaggi o motivi naturalistici connessi ai temi del Romanticismo. In questo periodo si modificano alcune caratteristiche, per quanto riguarda la figura del sampler, si abbandona la forma lunga e stretta per sostituirla con quella rettangolare.

Verso la fine del 1800 i samplers venivano ricamati usando molto il punto in croce, per cui si cercò di creare un tipo di tela che facilitasse questo tipo di ricamo. Ecco che di li a poco, apparve una tela conosciuta come “Penelope” dove il canovaccio aveva già i fili raccolti a quattro a quattro, in modo da evitare alla ricamatrice il fastidioso lavoro di contare i fili da ricamare.

Queste tele con la trama particolare invogliano a ricamare anche a piccolo punto e a mezzo punto (questo tipo di ricamo – tappezzeria, si diffonderà in Inghilterra, al tempo della regina Vittoria).

Intorno alla metà del 1800, si ebbero le prime tele con i disegni già stampati per rendere più facile l’esecuzione del punto in croce. Le tele venivano riempite più velocemente e i disegni tridimensionali davano un grande effetto finale.

Naturalmente il disegno già stampato non permetteva l’ispirazione personale che invece in passato aveva permesso di dare sfogo alla propria inventiva. Questi cambiamenti nello stile e nella tecnica dei samplers non furono molto accettati soprattutto in Inghilterra, dove i samplers avevano avuto le loro radici.

In Italia gli imparaticci realizzati utilizzando i disegni di fantasia (e non il disegno stampato) furono espressione di un ristretto gruppo di persone.

La reputazione di una scuola era spesso basata unicamente sullo stile, la qualità e l’originalità dei samplers prodotti dai suoi allievi.

Si tratta spesso di lavori complessi, fortemente influenzati dalle insegnanti forse autrici dei propri motivi, il che spiega la similitudine di tanti samplers della stessa provenienza.

Man mano che cresceva la popolarità delle scuole, i temi dei samplers si allargarono notevolmente, comprendendo cartine geografiche e tabelline di calcolo a punto croce, nuove configurazioni di alfabeti, le combinazioni di lettere intrecciate a blocchi che servivano per cifrare la biancheria.

In Inghilterra furono molto popolari i ricami raffiguranti medaglioni geometrici e floreali. Divennero assai comuni anche grandi rappresentazioni delle scuole stesse, accuratamente ricamate mattone per mattone in una straordinaria ricchezza di dettagli.

Dopo la morte di George Washington , conquistarono popolarità certi ricami commemorativi, una derivazione dei samplers raffiguranti generalmente una donna piangente, inginocchiata vicino ad una lapide sotto un salice.

Sempre rispettando alcune rigide regole, giovani ragazze spesso s’industriarono a creare piccoli capolavori estremamente personali e originali. Rappresentavano la propria casa, la propria famiglia, i propri cuccioli o i giardini.

Le loro fantasie giovanili si esternavano in rappresentazioni di coppie amoreggianti. Di tanto in tanto, i veri sentimenti della ricamatrice trovavano sfogo nell’esercizio formale, come accadde alla fanciulla che ricamò in fondo al proprio sampler dedicato alla memoria di George Washington “Patty Polk lo ha eseguito, ma ha odiato ogni punto di questo sampler. Ella preferisce decisamente leggere”.

L’arte dei samplers conobbe un periodo di declino nella metà del XIX secolo quando in America cominciarono ad essere istituite le scuole pubbliche.

Piccoli simboli come puntaspilli personalizzati o miniature di samplers venivano scambiati, fra le scolare (come propri lavori manuali), nel XVIII e XIX secolo come segno di amore e di amicizia anche se il loro ruolo principale era quello di trattenere spilli e aghi delle lavoranti.

Le miniature di samplers sono relativamente rare, su queste venivano rappresentati testi alfabetici o piccoli versi sentimentali.

I samplers in miniatura avevano diverse funzioni, servivano come piccoli doni, come ricordi o addirittura come esercizi di “cultura” riferendosi a piccoli proverbi su essi ricamati.

Quando i piccoli samplers erano utilizzati come raccolta di punti, essi venivano rilegati insieme a formare piccoli libri (come registro di campioni e modelli di punti). I capi finiti segnavano le tappe evolutive e i livelli di perfezione via via raggiunti, venivano abitualmente firmati, completati con la data di esecuzione, incorniciati ed orgogliosamente appesi per far bella mostra di se alle pareti domestiche.

Vi è ancora da svelare un piccolo segreto, prima che il sampler fosse incorniciato, dietro vi si attaccava l’etichetta con il nome di chi l’aveva ricamato.

In genere attorno ai samplers, (nei margini) si ricamavano dei bordi con svariati disegni geometrici che si ripetevano come una cornice, ma la parte più importante del sampler è senza dubbio quella centrale (tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo) dove in genere si ricamava la propria biografia.

Possiamo a tal proposito descrivere la storia di Betsy Manchester che lei stessa ha ricamato nel suo sampler: Elizabeth Manchester nacque nel 1782 in Providence, figlia di John e di Elizabeth Potter. Lei si sposò nel 1800 ed ebbe quattro figli.

Un figlio John Manchester nacque nel 1800 in Providence, questi dopo sposato si trasferì a Chicago. Sua nipote Charlotte Manchester Arnold, nata nel 1840, ereditò il sampler di sua nonna. Nel 1858, Charlotte sposò John Chester Welles e si trasferirono a Milwaukee, Wisconsin. La loro figlia, Frances Bradley Welles, donò il sampler di sua nonna allo State Historical Society of Wisconcin, nel 1944.

Quando finivano gli studi, le ragazze (in genere di alto ceto) se desideravano sposarsi dovevano imparare a ricamare le iniziali della famiglia (nome e cognome). Il corredo di lino era molto più pregiato e prezioso paragonato a quelli attuali.

I motivi comuni dei samplers del XIX secolo erano cesti di fiori, ananas, corone, leoni e leggiadri alberi di salice curvi. La moda di eseguire samplers, continuò fino ai primissimi decenni del XX secolo quando nelle scuole o in istituti vi fu un revival che ne incoraggiò la produzione.

La presenza di simboli religiosi (il monogramma IHS, simbolo della passione) é dovuta ovviamente alla provenienza conventuale o di ordini religiosi, scuole di lavoro, orfanotrofi, sostituendo negli esemplari italiani la funzione che, in quelli inglesi hanno assunto le scritte bibliche.

I motivi religiosi quasi sempre venivano ricamati prima dell’alfabeto o dei numeri. Ma improvvisamente il punto croce non fu più di moda, sparì dai corredi e dai salotti. Le donne del primo quarto di secolo preferirono altri punti di ricamo che permisero di copiare le linee tondeggianti dello stile liberty.

Le donne poi, furono molto impegnate durante i conflitti mondiali, soprattutto nella seconda guerra e in seguito nelle grandi lotte che le portarono alla parità giuridica e morale.

Il ricamo fu messo da parte e le donne si vergognarono un po’ di queste attività troppo femminili. In quest’ultimo ventennio il punto croce e quindi anche gli “Imparaticci” riappaiono timidamente, ma via via soprattutto in questo scorcio di fine secolo, si sono riproposti in giornali e riviste femminili come capolavori da creare e apprezzare col passare del tempo.

I VERSI E LE POESIE DEI SAMPLERS

I Samplers che arrivano direttamente dal passato nascondono storie curiose ed il bello di questi antichi ricami è proprio questo.

Quello che a noi sembra semplicemente un disegno in realtà aveva un significato preciso, spesso addirittura racconta in modo simbolico episodi della vita della ricamatrice che lo aveva creato.

Verso la seconda metà del 1700 si diffuse ampiamente la moda di inserire nei samplers alcune scritte. Molte giovani ricamatrici furono impegnate ad eseguire interi brani che permettevano un esercizio di scrittura più completo rispetto all’alfabeto. Questa tipologia divenne più frequente nei paesi di religione protestante.

I samplers più elaborati, spesso includevano dei versi che in genere, ponevano l’accento sulla virtù, sulla bontà e sull’operosità.

I Divine and Moral Songs for Children di Isac Watt sono stati una ricca fonte di ispirazione per molte ricamatrici, ma la Bibbia , Shakespeare ed altri autori erano altrettanto citati.

I versi più comuni erano comunque quelli a carattere religioso che ovviamente venivano prima imparati a memoria e poi ricamati.

Trascrivere brani religiosi aveva un duplice scopo: esercitare nella scrittura ed insegnare alle giovani i precetti morali; quindi attraverso un lavoro costante si arrivava ad un miglior livello d’alfabetizzazione e ad una seria educazione religiosa in quanto ognuno sarebbe stato in grado di leggere e meditare i testi sacri.

L’abitudine alle scritte porta sempre a cercare nuove fonti d’ispirazione come ad esempio la celebrazione di alcune ricorrenze, festività religiose (Settimana della Passione, Ascensione, della fine dell’anno, Natale), sempre accompagnati da ringraziamenti al Signore.

Jesus permit thy gracious name to stand
As the first efforts of an infant’s hand

And while her fingers o’re this canvas move
Engage her tender heart to seek thy love
May she with thy dear children share a part
And write thy name thyself upon her heart.

Gesù fa che il tuo nome misericordioso
Sia il primo frutto della mano di una bambina

E mentre le sue dita si muovono sopra questo canovaccio

impegna il suo tenero cuore a cercare il tuo amore
Possa ella condividerlo con i tuoi cari bambini
E scrivi Tu stesso il tuo nome nel suo cuore.

Molti versi sembrano incompatibili con la terra e chi maneggiava ago e filo, come questo di una bambina di 9 anni:

Cordelia L. Bennet is My Name
New York is My Station
Heaven is my Dwelling Place
And Christ is My Salvation
When I am Dead and in my Grave
And all my Bones are Rotten
When This you See Remember me
That I Be not Forgotten.

Cordelia L. Bennet è il mio nome
New York è il luogo dove vivo
Il Paradiso la mia dimora
E Cristo la mia salvezza
Quando sarò morta e mi troverò
Nella tomba
E le mie ossa saranno cenere

Allora, vedendo questo (mio lavoro), ti ricorderai di me
E io non sarò dimenticata.

Occasionalmente la spensieratezza affiora dalle parole anche se si continua a percepire lo sguardo severo dell’insegnante:

The trees were green / The sun was hot
Sometimes I worked / And sometimes not
Seven years my age / My name Jane Grey,
And often much / Too fond of play.

Gli alberi erano verdi
Il sole era caldo,
qualche volta lavoravo
e qualche volta no
ho 7 anni
il mio nome è Jane Grey
e spesso amo troppo il gioco.

Ed ecco qui di seguito un verso che non è difficile attribuire alla scuola di pensiero “le mani devono stare sempre occupate”:

This needle work of Mine doth tell
When a child is learned well
By my parents I was taught
Not to spend my time for naught.

Questo mio lavoro ad ago rivela
Quando un fanciullo ha ricevuto buoni
Insegnamenti
I miei genitori mi insegnarono
A non sprecare il tempo in cose inutili.

Gli imparaticci tradizionali hanno molto in comune con le filastrocche e le canzoncine di Mamma Oca. Entrambi sono un distillato di saggezza popolare in rime, entrambi si sono affermati come vere e proprie forme d’arte più o meno alla stessa epoca.

Prima di entrare a far parte del patrimonio folcloristico, hanno avuto storie a sé, lunghe, coloratissime, ma poi la spontanea freschezza, l’ingenua poesia, la fantasia più straordinaria ha fatto approdare nonsense, filastrocche, cantilene, proverbi, detti nel mondo magico e incantato della letteratura infantile, mentre mani pazienti e operose hanno compiuto il miracolo di trasformare i samplers da puro e semplice esercizio scolastico in autentica espressione artistica.

Durante il XVIII secolo, l’evoluzione dei samplers infantili procedette di pari passo con la popolarità dei libri di filastrocche.

Ma, sorprendentemente, assai di rado queste rime vennero ricamate dai bambini che tanto le amavano: non erano considerate adatte a comparire in un lavoro ad ago al quale si richiedeva di dimostrare la maturità e la padronanza della tecnica raggiunte dal suo esecutore.

Eppure molti dei versi che compaiono in quei primi libri rivelano la stessa origine di quelli dei samplers. Il Fleetwood-Quincy Sampler (1654) presenta questa iscrizione:

In prosperity friends are plenty
In adversity not one in twenty.

Nella prosperità gli amici sono molti
Nell’avversità non uno tra venti.

Più tardi Mamma Oca suggerisce usando quasi con le stesse parole:

In time of prosperity, friends will be plenty
In time of adversity, not one in twenty.

In tempi di prosperità gli amici saranno numerosi
In tempi di avversità non uno tra venti.

Un sampler certamente databile al XVIII secolo riporta la massima:

Labor for learning before you grow old
For it is better than silver or gold
When silver is gone and money is spent
Then learning is most excellent.

La fatica di imparare prima di diventar vecchi
Val più dell’oro e dell’argento.

Quando l’argento non c’è più e il denaro è stato speso
Resto solo ciò che hai appreso.

E la serie delle similitudini continua . . . .

Si tratta in ogni caso di citazioni di proverbi, vecchi modi di dire ricavati dal ricco repertorio della cultura popolare, schegge di una sapienza antica, frammenti di usi e costumi ormai dimenticati, i quali si tramandano in minuscole gemme che ogni bambino può apprezzare, tenere nel cuore e donare ad un altro bambino.

ANN DEPAUW 1714

Questo pezzo fatto a punto croce fa uso di occhielli, punto raso, spina di aringa, punto riso e dritto in una meravigliosa varietà di tinte pastello .

The verse is: Favour is deceitful and beauty is vain but a woman that feareth the Lord shall be praised/ give her of the fruit of her hands and let her own works praise her in the gates/ Delight thou in the Lord and He shall give thee thy hearts desire.

IL verso è: La grazia è illusoria e la bellezza è vana ma una donna che teme Dio sarà lodata/ dalle il frutto delle sue mani e / fai in modo che il suo lavoro le sia di conforto nel bisogno.

GRACE CATLIN 1719

Questo tradizionale sampler inglese proviene dalla collezione del Victoria & Albert Museum di Londra. È stato ricamato con i tradizionali motivi del XVII secolo, da G. Catlin che ha prodotto un nuovo modello (un po’ più largo e più corto), annunciando così lo sviluppo nel secolo successivo di samplers più colorati e con versi. Sono raffigurati fragole, foglie di fico e disegni romboidali lavorati a punto croce e a punto raso.

The verse is: Who would love this world or prize whats in it that gives and takes and chops and changes every minute.

Il verso è: Chi vuole amare questo mondo o apprezzare quello che c’è deve dare, ricevere, dare un taglio netto al passato e cambiare ogni minuto.

HANNAH TRECOTHICK 1738

Il sampler di Hannah Trecothick commentato e illustrato nel libro di Bolton & Coe “American Samplers”, ci fa conoscere la tradizione dell’oltreoceano di ricamare le preghiere e il credo nei samplers.

The verse is: Hannah Trecothick is my name and with my needle I wrought the same and if the workwoman had been better she would have mended every letter Boston New England December anno Domini 1738.

Il verso è: Il mio nome è Hannah Trecothick e con il mio ago l’ho ricamato, e se la donna che lo ha lavorato l’avesse fatto meglio, avrebbe aggiustato ogni lettera. New England, Dicembre 1738.

HANNAH BREED 1756

Questo sampler americano è stato lavorato a Lynn, Massachusetts. Hannah Breed è menzionata nel libro di Bolton & Coe “American Samplers”. File di lettere ricamate con file di pecore e mucche, versi e modelli floreali. I punti usati sono principalmente: punto croce, con molti occhielli e punto rococò.

The verse says: Hannah Breed is my name/ New England is my station/ Lynn is my dwelling place/ and Christ is my salvation. Aged 9.

Il verso è: Hannah Breed è il mio nome/ la Nuova Inghilterra è il mio patria/ Lynn è la mia residenza/ e Cristo è la mia salvezza. Anni 9.

ANN HAIR 1762

Dal museo Fitzwilliam di Cambridge, Inghilterra, proviene questo bellissimo sampler di transizione. Lavorato originariamente con fili luminosi di seta e lana, ben lavorata, è caratterizzato dai 4 lati bordati da garofani, 5 fasce orizzontali inframmezzate da iscrizioni.

I versi hanno numerosi errori grammaticali sintattici e di ortografia per cui non è di facile interpretazione.

MARY BAKER 1789

Questa è una riproduzione di un sampler che è stato probabilmente ricamato originariamente in Scozia. I punti usati sono: punto croce ed il punto occhiello.

The verse is: A good name is rather to be chofen (chosen) than/ great riches and a loving Father/ than silver and gold.

Il verso è: Bisogna scegliere un buon nome anziché/ la ricchezza e un buon padre/ anziché argento e oro.

MARY ANN HUTTON 1801

Diversamente da oggi, questi samplers storici non rappresentavano delle giornate da commemorare, cerimonie nuziali, compleanni o altre occasioni. Così questo sampler particolare può sembrare che sia avanti rispetto al suo tempo ma è semplicemente un’anomalia. Comunque la scelta del colore (predominano i rossi e i verdi), gli alberi sempre verdi in fondo, e il verso di un Inno di Natale del 1801, fanno si che esso sia un pezzo più magnifico che mai. Le tradizioni del Natale di oggi erano sconosciute nel 1801. Non si sa se il sampler sia inglese o americano.

The verse says: Be thou faithful unto death, and I will give thee a crown of life. Hark the herald angels sing, glory to the new born king! Peace on earth, and mercy mild, Ggod and sinners reconcil’d.

Il verso è: Sii fedele sino alla morte e io ti darò una ragione di vita. Ascolta la canzone dell’angelo messaggero, gloria al redentore appena nato. Pace in terra e misericordia Dio e peccatori siano riconciliati.

RUTHY LONG POOR 1814

Un sampler americano di Newburyport, Massachusetts, rappresenta alfabeti, una buona varietà di punti, ed alcune simpatiche pecore su un prato in fondo.

Il sampler originale aveva tracce “nude” di un verso lavorato dove è stato ora ricamato al suo posto, un verso nel quarto rigo, in nero e a punto croce. Insieme con il sampler c’è un libro di cuoio con versi che appartenevano alla sorella di Ruthy Poor, Rebekah.

Rebekah aveva molti amici che inclusero, in questo libro, versi scritti a mano con inchiostro, la maggior parte di essi è firmata e datata. Ruthy scrisse un verso nel libro, dopo che si è sposata. La sorella, Mary incluse anche un verso che è stato stralciato e messo sul sampler.

The verse is: Accept, dear friend these lines from me/ they show that I remember thee/ and hope some thought you will retain/ of me till we shall meet again.

Il verso è: Accetta, caro amico queste mie righe esse dimostrano che ti ricordo e spero che tu ti ricorderai di me fino a quando ci incontreremo di nuovo.

ELIZA ANN PETRS 1820

Un sampler quacchero americano.

Il sampler originale è stato fatto a Poughkeepsie, New York, possibilmente nella scuola di Nine Partners, aperta nel 1796 nella Contea Dutchess, vicino Poughkeepsie. Questa scuola quacchera era associata alla scuola più nota (in quanto riguardava i samplers) del Westtown, nel Westtown, nella Contea di Chester. I samplers prodotti in queste scuole hanno molte caratteristiche simili.

Ricamo e creazioni di samplers erano parti importanti del curriculum in entrambe le scuole fino al 1843, quando le attività del cucito furono sospese.

Usando le informazioni disponibili riguardanti i samplers fatti a scuola, e studiando altri esempi fatti tra il 1800 e 1843, abbiamo capito che la data 1820 era proprio vicina a quella del ricamo del suddetto sampler.

Eliza inserì le due cifre della data, forse pensando di celare la sua età, ma essa è stata scoperta.

Rimuovendo il sampler originale dalla cornice e il sostegno posteriore di legno si è trovato, sul retro, il colore originale brillante, inalterato dai raggi ultravioletti.

Il sampler illustra molte caratteristiche dei samplers quaccheri, che includono le lettere dell’alfabeto in chiaro stile romano e i modelli, combinazioni, iniziali numerici che qualche volta venivano chiamati su altri samplers quaccheri “la regola per ricamare tovaglioli”.

The verse says: Let children who would fear the Lord/ hear what their teachers say/ with revrence hear their parents word/ and with delight obay.

Il verso dice: Lasciate che i bambini che temono Dio/ ascoltino quello che dicono i loro insegnanti/ con rispetto ascoltino le parole dei loro genitori e con diletto obbediscano.

LUCY MARIA WIGGIN 1822

L. M. Wiggin nacque nel 1815 a Portsmouth, New Hampshire. Era un’insegnante nella sua città prima di sposarsi, di avere una sua famiglia e di spostarsi a Exeter. Ricamò il suo sampler quando aveva appena 7 anni.

Il lavoro eseguito a mano con fili di lana e lino verde, seguendo la tipologia dei samplers della zona di Portsmouth. In questa riproduzione fatta a mano con lino verde, viene usato il punto croce, il punto stem e il punto satin com’’ra l’originale che si trova nella collezione di Strawberry a Portsmouth.

Lucy’s verse: How blest the maid whom circling years improve/ Her God the object of her warmest love Whose hours successive as they glide/ The Book the Needle and the Pen divide.

Il verso di Lucy è: Sia benedetta la fanciulla che nasce aggraziata/ il cui Dio è l’oggetto dell’amore più intenso/ le cui ore scivolano via/ tra il libro del ricamo e la penna.

SALLY FISKE 1825

Questo magnifico sampler rappresenta un mistero del museo di Old Sturbridge Village. Perché i ricercatori non hanno una documentazione riguardante la nascita di Sally Fiske.

La data del sampler che abbiamo è del 1825. Il museo ha avuto questo sampler da Lydia, sorella di Sally nel 1825. Nei suoi samplers Sally ha 10 anni e Lydia 11 e il ricamo di ambedue i samplers è stato completato a Southbridge seguendo i consigli di Miss Lucietta Freeman. Lo stile delle lettere dei samplers di Sally e Lydia è simile.

I tre motivi e la cesta con i fiori sono simili. Mentre, il sampler di Lydia include un “Ricordo di Famiglia” (la data di nascita di Sally che è il 16 Marzo 1815), quello di Sally ha una casa ampia e vistosa.

I samplers sono stati illustrati nel “New England Samplers” nel 1849 da Glee Krueger.

The last four lines of Sally’s verse are very moving: Our pleasures are born but to die/ They are linked to our hearts but to sever/ And like stars shootingdown a dark sky/ Shine loveliest when fading forever.

Gli ultimi quattro versi di Sally sono molto commoventi: I nostri piaceri sono nati per morire/ Essi sono legati ai nostri cuori ma li spezzano/ e come le stelle sparpagliate nel cielo
scuro/ risplendono meravigliosamente quando stanno per sparire.

THE GUARDIAN ANGEL

Il brevissimo verso in fondo a questo sampler era spesso usato sui puntaspilli, “che commemoravano la nascita” verso la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo. Il bordo è disegnato imitando un sampler irlandese degli inizi del XIX secolo. Sono fornite le istruzioni per personalizzare il sampler con le iniziali dei figli o dei genitori e la data di nascita. I punti usati sono: punto croce, punto gambero.

The verse is: Angel of God/ my guardian dear/ to whom god’s love/ entrusts me here/ ever this day/ be at my side/ to lead and guard/ to light and guide.

Il verso è: Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina custodisci, reggi, governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste, così sia.

RICAMI E COLORI

I Samplers o examplars, come sappiamo sono costituiti da una grande varietà di punti, questo tipo di ricamo era strutturato in modo da dare spazio ad una certa creatività, nulla era ricamato a caso.

La maggior parte degli antichi samplers era eseguita con filati di seta colorati con tinte vegetali, questi fili avevano come caratteristica una particolare lucentezza che dava al ricamo un aspetto molto raffinato e pregiato.

Tale fibra veniva usata perché era molto più resistente del cotone, quest’ultimo però veniva spesso usato dalle principianti o dalle ragazze di livello economico meno agiato, il risultato finale era comunque apprezzabilissimo.

In alcune zone degli Stati Uniti alcune ricamatrici usavano per i propri samplers, fili di lana, in particolare la lana ciniglia che serviva per dare maggior risalto al ricamo.

Come abbiamo osservato, da molti samplers presi in visione, i ricami e i colori riportati su di essi, erano molto importanti. Dal punto di vista culturale, dalla struttura del disegno e dal colore, si poteva risalire all’epoca in cui erano stati fatti e perfino all’appartenenza all’una o all’altra scuola.

Riporto qui di seguito il significato e la simbologia che nei samplers avevano alcuni ricami ed il colore del filo di seta, di lana o di cotone usato. Ricami con:

Animali e fiori: I fiori, gli uccelli e l’albero della vita sono simboli del paradiso, in genere gli uccelli si presentano appaiati

Colomba: È lo Spirito Santo, il perdono, la pace. Con una lettera nel becco, è messaggera d’amore.

Il Pavone: Simboleggia la superbia, l’esibizionismo, la vanità, ma anche l’immortalità. I cento occhi della sua coda hanno simboleggiato la chiesa che tutto vede.

Uccelli del Paradiso: Venivano spesso ricamati per indicare una condizione di eterna beatitudine.

L’Aquila: Poiché vola in alto rappresenta il Cristo. È simbolo della potenza.

La Farfalla: Gioia, piacere, immortalità.

Il Cane: Fedeltà ma anche vigilanza.

Il leone: Significa fermezza, decisione e coraggio. Nei secoli, oltre che nei samplers, il leone appare spesso in alcuni stemmi ed insegne araldiche.

Rosa (fiore): La rosa appare nella storia, nella leggenda e nell’arte come simbolo di bellezza e di piacere. Metafora della virtù cristiana, la rosa rappresenta spesso la Vergine Maria. A tal proposito vale la pena di ricordare che nel periodo medioevale si raffiguravano i cinque petali della rosa mistica. Una rosa e i suoi boccioli possono simboleggiare una madre con i figli.

Il Giglio: Simbolo di fertilità. Purezza e castità nella religione cristiana.

La Pansée: È il fiore della trinità. Può anche simboleggiare la pigrizia.

Il Garofano: Indica l’amore materno

Bordi geometrici e floreali: Sono ampiamente presenti nei samplers europei del 1600, ispirati ai modelli del 1500. Nel 1700 riproducono in genere garofani, rose, fragole e ghiande. Nel 1800 i bordi diventano più semplici.

Gli angeli: I cupidi sono messaggeri, intermediari fra Dio e gli uomini. Sono sempre portatori di buone notizie e spesso tengono in mano una ghirlanda che circonda un nome. Questi motivi sono tipici della produzione tedesca e italiana.

Boxers: Ricamati generalmente solo nei contorni (punto scritto), queste figure sono così chiamate per l’insolita posizione alzata delle braccia (come pugili in combattimento) che tengono in mano, un cuore, un fiore o altro. Derivano quasi con certezza da un motivo di amanti che si scambiano doni.

Adamo ed Eva: Adamo ed Eva erano molto popolari ed appaiono nei samplers del XVII ed in quelli dei primi anni del XVIII secolo. Usati indifferentemente nei campionari europei e americani. Sono figure che sostituiscono i boxers.
In genere la coppia veniva raffigurata nuda, come se fosse nell’Eden, tra l’uomo e la donna veniva ricamato l’albero (simbolo della fecondità), con il serpente attorcigliato nel tronco. In un lavoro del XVIII secolo di Abigail Gould compaiono vicino a un albero di mele un uomo e una donna che ricordano Adamo ed Eva, ma con i vestiti contemporanei.

La Mela: Indica amore e fertilità. Simbolo della tentazione. Il numero di frutti sull’albero indicava il numero dei figli.

Corone: Le corone costituiscono segno di letizia e rappresentano il simbolo della vita eterna. Alcune volte venivano ricamate con le iniziali del nome o della famiglia.

Cesta: Colma di fiori o frutta indica l’abbondanza.

La Casa: Nei samplers era quasi sempre simmetrica e molto spesso posta al centro. Rappresentata come un castello, come la propria casa, come la scuola, era molto fantasiosa, rispetto alla realtà e spesso era ornata da molti camini (segno di ricchezza) oppure ornata da torrette, muri smerlati, terrazze, giardini e fontane.

Il Cuore: Incoronato significa l’amore per cristo.

Stella: A cinque punte simboleggia la perfezione, a sei punte l’unione dello Spirito, a sette punte l’armonia del mondo, a otto punte rappresenta la stella di Betlemme.

Simboli della Passione: Sono spesso riprodotti negli esemplari provenienti da tutte le provincie cattoliche dell’Europa, ed in particolare dall’Italia sia nel 700 che nell’800.

IHS: Il monogramma di Cristo, tratto dalle prime tre lettere del nome greco IHSUS, usato soprattutto nel ricamo ecclesiastico, viene utilizzato in moltissimi imparaticci del 1800.

Quadrifoglio: È considerato simbolo della fortuna

Alfabeto: Le lettere dell’alfabeto si presentavano di varie dimensioni e stili, avevano in genere una funzione didattica.
L’alfabeto è stato utilizzato sia nel 1700 che nel 1800 in esemplari europei e americani. In un secondo momento sarà sostituito da brani o versi per permettere un buon esercizio di scrittura.

Chiave: È un motivo che si trova nei campionari tedeschi e italiani del XVIII e XIX secolo. Simboleggia la scoperta, il potere, la prosperità.

Rosso: Il rosso rappresenta il colore del sangue, linfa vitale, quindi colore della vita. Questo colore fu molto di moda quando furono importati in Europa i nuovi coloranti provenienti dalle terre d’America.

Tutti i ricami a punto croce diventarono rossi su fondo bianco. Il colore rosso in seguito fu usato per siglare la biancheria in quanto questa colorazione resisteva meglio ai lavaggi.

Blu: Il blu è usato nella gradazione coloniale.

Verde-Blu, Verde-Giallo: I ricami con queste sfumature di colore, sono classici nei samplers del North – Share. Queste variazioni cromatiche così varie davano un’apparenza globale di verde oliva scuro.

Rosa: È un colore usato per alcuni fiori, per i visi delle figure umane.

I colori dei samplers scozzesi (rosso e verde) sono tipici della regione, essi rappresentano come un antidoto all’umido clima minaccioso e continentale.

MUSEI E SCUOLE

Dalle ricerche effettuate possiamo comprendere bene l’interesse artistico, storico, folcloristico, che hanno avuto i samplers nei secoli, ecco perché sia in Europa che negli Stati Uniti sono nati dei veri e propri musei in cui sono ordinati, raccolti e custoditi questi splendidi ricami.

Interessante è il museo “The Scarlet Letter ” Sullivan, Wisconsine – USA. Questo ha acquistato i diritti di riproduzione da importanti musei americani e inglesi che raccolgono moltissimi esemplari di imparaticci dei secoli passati.

In California troviamo “Fine Arts Museum ” di San Francisco, mentre in Europa e precisamente in Inghilterra ricordiamo, “The Fitzwilliam Museum ” di Cambridge dove sono conservati una grande quantità di bellissimi samplers in perfette condizioni, per la maggior parte tutti del XVII secolo.

Inoltre possiamo ammirarne numerosi nel reparto tessile del “Victoria & Albert Museum ” di Londra, dove il più antico sampler è datato 1598. Vi sono esemplari datati primi decenni del 1700 con versi e piccole poesie, ma i più celebri sono quelli ottocenteschi delle sorelle Bronte (Charlotte, Emily-Jane e Anne). Sono lavorati in seta nera su tela ruvida e presentano solo una piccola decorazione geometrica che contorna le lunghe scritte di un intero salmo.

A Celle, vicino Hannover nella Germania del nord, c’è lo “Stickmuster Museum ”. Il museo è di proprietà dei signori Conneman, essi hanno raccolto molti di questi ricami e quando si sono resi conto del valore di questi lavori, decisero di esporli al pubblico e così è nato il museo nella settecentesca residenza estiva dei principi Von Makleburg.

Lavori a punto croce, sia sotto forma di samplers sia proposti in cuscini, tovaglie, strisce passepartout, tappeti e lampade sono esposti a Copenhagen “Bianca sirena del nord” capitale della Danimarca.

Sono tutti lavori firmati “Permin of Copenhagen”. Era la primavera del 1854 quando Christian Permin iniziò a produrre ricami a punto croce. I samplers antichi venivano ricamati copiandoli dalle strisce di appunti. Con Permin il ricamo era eseguito su di una tela che raffigurava già il disegno stampato, con i colori da usare e le varie sfumature.

Fino ad un secolo fa, queste tele (kit) erano ancora dipinte a mano dai dipendenti della ditta. La fase seguente fu la stampa a più colori con la perfezione delle sfumature e la centratura dei singoli quadretti. Oggi in alcune ditte danesi vi lavorano designer americani dalla particolare sensibilità verso la natura che rimane sempre l’ispiratrice di questo punto croce del nord.

Da tenere in seria considerazione sono anche le fabbriche di filati (cotone e seta). In Alsazia, Francia, si trova un grande stabilimento fondato nel 1746 da Jean Henry & Jean Dollfus che divenne la maggior azienda del mondo produttrice di matasse e matassine, rocchetti, bobine di filo disponibili in un’ampia tavolozza di colori.

Un’ala di questa grande fabbrica è adibita a museo che ospita innumerevoli tesori. L’archivio raccoglie più di quindicimila oggetti tra libri, fogli, disegni, pizzi, ricami (anche tra i marquoirs o abecedaires) e manufatti provenienti da tutta Europa.Un immenso tesoro!

Anche in Svizzera è possibile trovare qualcuno che con amore ha riunito insieme molti samplers. Privati, da appassionati collezionisti, espongono i loro splendidi ricami nelle proprie case.

A Chateau d’Oex nella vallata di lingua francese chiamata le Pays d’Enhaut, nell’Oberland Bernese dove la vita dei primi del ‘900 è stata semplice, sana, il ricamo a punto croce costituiva il gioco e anche l’espressione artistica più comune tra le bambine.

Tutti gli imparaticci erano considerati un modo di giocare ma anche di prepararsi alla vita, si ricamavano l’alfabeto e i numeri per poter siglare il proprio corredo e fare di conto.

Si ricamava la realtà circostante perché la futura padrona di casa sapesse che cosa c’era al di fuori delle mura domestiche. Tutto ciò sotto forma di bellissimi samplers è esposto nel Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Chateau d’Oex.

In Italia non troviamo molte informazioni su questi particolari ricami si trovano esemplari conservati privatamente, é molto raro poterne ammirare in musei dato che i samplers non appartengono alla nostra tradizione culturale.

I più antichi samplers provengono dalla collezione di Marshal ed Elen Culter, di Boston, che attorno al 1890 si trasferirono a Firenze portando con se circa 1200 imparaticci statunitensi.

I samplers americani furono eseguiti dalle bambine nei primi anni del 1800 che frequentavano scuole protestanti o metodiste, per le quali il ricamo era materia di studio (in Europa lo era già fin dal 1639) e i samplers un’occasione di lavoro, di meditazione spirituale ed anche di diffusione della propria dottrina, infatti quasi tutti riportano brani di contenuto morale o ricopiati dai testi sacri.

I samplers si datavano e si firmavano, anche per dimostrare alla famiglia l’abilità raggiunta. In seguito alla fine del secolo, ai più belli si attribuì una cornice di nastro e quattro fiocchetti ai lati.

Le signore americane in Italia arricchirono la loro collezione con samplers europei, ma, purtroppo alla loro morte la collezione fu divisa, una parte fu acquistata da privati mentre un’altra parte fu acquistata dal Museo di Palazzo Davanzati – Firenze.

In questo museo possiamo trovare due pezzi seicenteschi di pregevole fattura. Il primo di provenienza italiana, di ampia forma rettangolare, può essere considerato fra i primi imparaticci personalizzati in quanto presenta sia la data che la firma, evidenziando l’impegno didattico della ricamatrice. Testimonia la lavorazione a punti tagliati e fili tirati nata in Italia è già famosa nel 1500, combinata con il ricamo a fili policromi.

Il secondo sampler proviene dalla Stiria – Austria, è diviso in dodici strisce avendo l’aspetto di un campionario ricamato a punto croce e piccolo punto.

Nella raccolta del museo Davanzati sono da ricordare considerevoli lavori del XIX secolo. La scarsità di testimonianze settecentesche italiane probabilmente è attribuibile al più basso livello di scolarizzazione rispetto ad altri paesi europei e non, per cui è impossibile individuare in quali forme si sia evoluto il percorso del campionario italiano.

Gli esemplari del museo evidenziano un linguaggio semplice ma che ha una sua specificità. L’impostazione dei motivi in questi bellissimi imparaticci risente dell’influenza del centro Europa, cioè disseminare il fondo della tela con decori senza una simmetria ben precisa.

Appartenenti alla collezione tedesca nel museo possiamo riscontrare alcuni samplers con particolari forme di lettere dell’alfabeto, ricamate con un effetto di traforo a punto algerino, contornate dal punto scritto.

Nella collezione ottocentesca del museo di Firenze fa parte un ridotto numero di imparaticci definiti “liberi”, cioè piccole pezze di stoffa su cui venivano appuntati, senza nessun ordine, motivi di varia ispirazione; ma malgrado ciò nell’insieme il risultato è piuttosto armonico.

A Pescarolo, non lontano da Cremona c’è un museo dedicato al lino e non solo, qui si conservano antichi imparaticci molto semplici ma di particolare bellezza.

Aperto nel 1975 da un gruppo di ricercatori come testimonianza delle tradizioni e culture locali, il museo riserva alcune stanze dove sono conservati antichi telai, arcolai, fasci di fibra grezza, in altre sale sono conservati antichi attrezzi per la lavorazione del lino.

Nei tempi passati per preparare la dote era necessario un buon patrimonio di stoffa, alcune volte si preferiva il cotone o la tela di canapa. Quando era possibile si ricercava il lino. Spesso nelle famiglie meno agiate si coltivava e poi lo si estirpava battendolo due – tre volte, ripulendolo e facendolo macerare, essiccare, riunendolo poi in fibre.

Questo poi veniva ancora ripulito e poi tessuto e sbiancato, pronto per essere ricamato.

In Italia possiamo trovare scuole di ricamo a punto croce, è rinomata quella di Asolo (TV) nata nel lontano 1920. L’alta qualità di questo ricamo a fili contati riesce ad esser mantenuta intatta grazie alla tenacia di abili insegnanti ed esperte ricamatrici.

La scuola di Asolo incanta e sorprende con le sue meraviglie. Ricami a punto croce i cui “segreti” sono gelosamente custoditi perché rimangono invariati nel tempo.

Le insegnanti alla guida dei corsi lavorano i ricami utilizzando due soli fili del lino sottile di base, il “rovescio” del lavoro è perfetto senza antiestetici “passaggi”.

ACCESSORI PER IL RICAMO

Particolare interesse per le ricamatrici dei secoli scorsi avevano gli attrezzi da lavoro.

Infatti non dobbiamo dimenticare che gli accessori per il ricamo venivano usati per migliorare la tecnica e la qualità del ricamo stesso.

Gli aghi erano di varie dimensioni e con la cruna adatta secondo il filo adoperato (lana, seta, cotone ecc.), questi, alla fine del lavoro venivano riposti in particolari astucci porta-ago detti agorai.

Essi erano in legno, metallo o altro materiale di pregevole fattura, in oro, in argento, in avorio, in ebano, qualche volta erano cesellati con finezza (nella forma di statuine), illuminati da smalti e tempestati di gemme.

La loro struttura era allungata ( circa quattro centimetri) con un coperchio (cappuccio) ad incastro.

Gli aghi se dovevano essere riadoperati, entro breve tempo, venivano fissati su piccoli puntaspilli (pincushion). Questi piccoli cuscini si presentavano ricamati esternamente, all’interno erano spesso riempiti con lana di pecora contenente lanolina naturale così si impediva agli spilli di ossidarsi o di arrugginire.

Per proteggere il dito medio della mano destra, le ricamatrici erano solite usare il ditale un piccolo cappuccio in metallo che poteva essere di ferro o in altre leghe più pregiate (argento).

Questi ditali (nei secoli scorsi) oltre che svolgere la loro funzione spesso divenivano oggetti ornamentali, intagliati come veri e propri ricami o addirittura assumevano la forma di piccole teste d’uccelli.

Le forbici per il ricamo in metallo o anche in oro o in argento, presentavano le lame con punte molto appuntite ciò per facilitare il taglio (dei piccoli nodi).

La particolarità delle forbici da ricamo stava nella forma dell’impugnatura che talvolta si presentava con decorazioni e piccole incisioni divenendo così uno degli oggetti in cui si esprimeva l’arte degli orafi, degli incisori.

Tra gli arnesi da ricamo troviamo anche un originale e raro oggetto costituito da uno spillone di forma tondeggiante, finemente lavorato in genere in argento con alcune catenelle pendenti alla cui estremità si potevano inserire tramite un anello le forbici, l’agoraio ed alcune chiavi.

Quest’oggetto tramite la spilla situata posteriormente veniva portato dalla ricamatrice alla cintura per agevolare il lavoro di ricamo così da avere a portata di mano l’occorrente.

Per facilitare il ricamo su tela, le ricamatrici preferivano usare i telai per tenere ben teso il tessuto. In genere erano di forma tondeggiante anche se le insegnanti spesso usavano quello di forma ovale, in modo che il lavoro non veniva spostato molte volte, permettendo così una buona riuscita del ricamo, sia della parte centrale che dei bordi.

Altri telai avevano forme rettangolari ed erano muniti di piccoli piedistalli in modo tale che potessero essere tenuti agevolmente in grembo.

Il ricamo che era in corso di lavorazione, dalla ricamatrice, veniva riposto in un’apposita custodia portalavoro. In questi cofanetti di forma tondeggiante (perché ospitavano anche il telaio), trovava spazio anche il corredo da cucito (aghi, fili, ditali ed altri accessori).

Per personalizzare queste scatole di legno, si usava ricamare le iniziali o disegni floreali sulla parte superiore.

CONCLUSIONE

Lo studio che ho intrapreso per poter sviluppare questa tesina è stato molto interessante. Ricercando e leggendo il materiale, che mi ha permesso di lavorare, ho scoperto con interesse le storie che erano nascoste nei bellissimi samplers.

Ogni donna o bambina che li aveva eseguiti ad ago e filo con tanto amore, cercava di svelare agli altri parte della propria vita, della propria personalità, integrate nella società della quale faceva parte.

Ad eseguire questi lavori oggi non sono solo le donne che lavorano a casa, ma spesso sono piacevoli hobbies di donne in carriera, impegnate nei più svariati e difficili ruoli sociali, che occupano posti di riguardo nel campo lavorativo ma trovano un po’ di relax nel riempire la propria tela di piccole crocette pronte a creare disegni che solo la fantasia suggerisce.

Anche alcuni uomini esprimono la loro fantasia e creatività utilizzando le piccole crocette per ricamare splendidi samplers da appendere alle pareti della propria abitazione e dare così bella mostra del proprio operato.

Oggi i samplers realizzati a punto croce rappresentano una piacevolissima arte, la tecnica di ricamo non presenta grosse difficoltà, riempire il tessuto è facile con la semplicità della tela avente trama quadrettata e regolarissima che agevola enormemente la lavorazione.

Con un piccolo movimento dell’ago e con un filo colorato è possibile anche per le meno esperte, dare vita con tanti piccoli disegni, uno accanto all’altro, a bellissimi ed originali pannelli da incorniciare.
Alla fine di questo elaborato volevo ringraziare per la collaborazione, la mia insegnante di Inglese, prof. Vita Maria Montalto, che spronandomi alla ricerca mi ha permesso di scoprire ed allargare la mia conoscenza nei confronti di questi splendidi ricami storici d’altri tempi, stimolando il mio interesse verso questi bellissimi capolavori.

Un grazie particolare
– Al Museo americano “The Scarlet Letter”
– Ai collaboratori della Redazione della rivista di lavori femminili “Rakam”.
– Alla presidente del “Club del punto in Croce” di Firenze, signora Patrizia Pietrabissa e alla socia del club signora Mila Scatena.
– Alla presidente dell’ “Associazione Italiana del punto croce”, signora Bisi di Modena e alla signora Carla di Reggio-Emilia.

BIBLIOGRAFIA

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Storia del Ricamo

di Caterina Mezzapelle


storia del ricamo

Il termine ricamo deriva dall’arabo ‘rakam‘. Ricamo è quel lavoro ad ago di carattere ornamentale che viene eseguito su tessuti di qualsiasi genere e anche sul cuoio.

La sua origine si considera orientale per le sue caratteristiche che si sono a lungo conservate e poiché fin dal principio della millenaria civiltà cinese si hanno notizie di simboli ricamati sulle vesti, tende, drappi e coperte. Questi simboli, che si sono conservati nei secoli successivi, ci danno indirettamente notizia dello stile primitivo del ricamo cinese che appare orientato a conseguire effetti pittorici, con colori spesso vivacissimi ed armoniosi.

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