Forum Internazionale del Merletto e del Ricamo 2009

6 Agosto 2008 di Daniele Frulla


forum internazionale del merletto

 

forum internazionale del merletto

 

 

Forum Internazionale del Merletto e del Ricamo

4a edizione – “Matrimoni all’italiana”

Fiere di Parma, Italia dall’8 al 10 maggio 2009

L’evento che ha già riscosso grande successo nelle scorse edizioni ed ha come obbiettivo quello di diffondere e far conoscere l’arte del ricamo e del merletto a livello sia nazionale che internazionale, evitando così che le antiche tradizioni che ci accompagnano da diversi secoli non vengano perdute.

Fin dalla prima edizione nella manifestazione è stato sempre presente uno spazio dedicato ad un lavoro collettivo aperto a tutti: visitatori, espositori e artisti a cui è stato chiesto di lasciare un segno del proprio passaggio usando materiali e strumenti del tessile.

Per la 4 edizione lo spazio si chiamerà “Comunicare… con gli artisti“, perchè saranno presenti artisti tessili che coinvolgeranno i visitatori al lavoro nel “loro atelier” con oggetti, strumenti, materiali. Negli stand espositivi saranno invece presenti altri atelier su tecniche di merletto e ricamo.

La quarta edizione si terrà presso le Fiere di Parma dall’8 al 10 maggio 2009. Il Forum si svolgerà nei giorni di sabato 9 e domenica 10 maggio con orario h. 10 – 19 e sarà preceduto dai Workshops, in diverse tecniche di ricamo e merletto, nei giorni di venerdì 8 e sabato 9 h. 14-18, domenica 10 h. 10-14.

 Per Informazioni: www.italiainvita.it

Ricamo, Merletto, Storia e Tradizioni

29 Aprile 2008 di Daniele Frulla


Il merletto, il ricamo e le trine sono un'arte dolce e armoniosa che esprimono i momenti della storia, del costume e soprattutto sono espressione di sentimento e sensibilità di un lavoro femminile.
 
Ci parlano di favole, di belllissime damine o principesse chiuse nei loro castelli alla luce di qualche raggio che a fatica penetra nelle piccole finestre del castello; di luce tremula di qualche candela, davanti alla quale delicate mani fanno spuntare su tele bianche, come per magia,  rami fioriti, farfalle posate su petali di un fiore, uccellini in volo.

Cenni sulla storia del merletto

Dalla sensibilità di questi animi romantici del passato è nata la meravigliosa arte del ricamo, che in particolare era il passatempo preferito anche dalle nobili dame del 500. Da allora tanti e tanti anni hanno cambiato usi e costumi ma quello di un lontano passato non è tramontato mai poichè è stato tramandato di generazione in generazione.

Il ricamo il merletto e le trine

Il merletto esercita un fascino per le trasparenze, per l'armonia tra pieno e vuoto, per essere simbolo di eleganza e di grazia. La sua storia nasce a Venezia verso il 1400. Il merletto possiamo definirlo come un tessuto trasparente lavorato con l'ago, con i fuselli o con l'uncinetto, cucendo, annodando, intrecciando fili doro, d'argento, di seta e di cotone manche di lino.
 
Nel 700 si assiste ad un aumento di merletti che vengono usati per ornare l'abbigliamento maschile soprattutto a sottolineare scolli, risvolti e maniche. Inoltre i merletti vengono usati per adornare gli altari e la biancheria da letto.
 
Lavori finissimi venivano eseguiti da abilissime mani che assicuravano alle merlettaie un lavoro dignitoso e compatibile con la vita familiare. Alcuni scritti sull'argomento riportano la tecnica del fusello ancor prima del rinascimento, questi hanno raggiunto il più alto valore a Venezia.
Il merletto a fuselli deriva dalla tecnica della tessitura della passamaneria.
 
 

 

I passamantieri tessevano bordure e galloni al telaio e intrecciavano su lunghi cuscini per mezzo di spilli attorno ai quali venivano messi dei fili che erano arrotolati su dei pesi di piombo di osso o di legno perchè non si ingarbugliassero tra loro.

Il merletto ad Ago è l'invenzione delle ricamatrici veneziane che ispirandosi alla tecnica del ricamo a fili tolti iniziarono a sfilare dalla tela un certo numero di trame e a ricoprire quelle restanti con un punto festone in modo da formare  una sorta di disegno a quadretti riuniti da altri fili lanciati realizzando la tecnica del ricamo a giorno.

Più in la poichè era necessario togliere un gran numero di fili le ricamatrici veneziane iniziarono a costruire esse stesse il reticolo di fili: era nato il merletto ad Ago.

 
Le due tecniche si distinguono in:

Il passaggio da una tecnica all'altra non è certa ma sembra alla fine del primo IV del secolo VI.

 

Verso la fine del 1600 i più antichi ed importanti libri guida per i merletti ad ago e fuselli furono pubblicati a Venezia il primo è quello di Matia Pagan intitolato "Giardinetto Novo di Punti Tagliati ed Gropposi Per Esercitio ed ornamento delle donne" pubblicato a Venezia nel 542 che tratta di ricamo.

Inoltre sembre a Venezia compare l'opera "Le Pompe" dove c'è la possibilità di visionare modelli per merletti a fuselli. Queste opere dedicate alle donne della nobiltà vennero utilizzate da tutte le classi sociali. Anche in Germania escono libri di modelli per merletti, celebri sono quelli pubblicati nel 1600 e 1620 da Isabella Catania Parasole e lucrezia romana che propongono motivi geometrici, stelle, rosoni, mosaici ecc.

 

 

Verso la fine del 1500 la nobiltà e la ricca borghesia fa largo uso di merletti applicati soprattutto l'uso del merletto si espande nelle grandi città d'europa, spagna, nelle fiandre ma anche a Venezia. Sono famosi i colletti di Elisabetta I d'Inghilterra. La moda si evolve ma il merletto eserciterà sempre un fascino per la grazia e la bellezza.

Grazie all'intenso scambio artistico ed intellettuale nell'europa del rinascimento si dà origine ad una diversificazione di stile, alla concorrenza e all'esigenza di fabbricare in proprio i prodotti necessari all'eleganza evitando l'importazione.

Anche lo stile del merletto si trasforma. Intorno alla metà del 1600 appare un merletto nuovo "Gros Point de Venice" il disegno si arricchisce di volute, di fiori ed è apprezzato dagli uomini e dalle donne.

In Francia il Collbert non si accontentò dell'imitazione del merletto italiano, puntò sulla produzione di un merletto originale francese chiamato "Point de France" che si differiva per la maggiore leggerezza.

Verso la fine del 1600 l'industria del merletto francese subì un notevole rallentamento a causa dell'emigrazione di questo declino ne approfittraono le merlettaie italiane e quelle delle Fiandre che si erano impadronite dei segreti del merletto francese.

Questo consentiva la produzione di merletti di grande dimensione con la collaborazione di più persone. I singoli elementi venivano poi uniti su un fondo realizzato a fuselli o ad Ago.

I più importanti centri di merletto a fuselli che fiorirno in Italia furono genova e Milano.

Il merletto genovese è un merletto a fili continui con motivi di rosono e fiori stilizzati . Il merletto di Milano è un merletto a fuselli a pezzi riportato, simile a quello delle fiandre ma nuovo nello stile.

Nel 1700 il merletto si specializza: per il merletto a fuselli si parla del merletto di Bruxelles, di Malines, di Valencienne e per il merletto ad Ago di Sedan e Argentan.

Il merletto di Bruxelles ha il pregio di esser eleggero morbido e spumeggiante usato dalle donne viene applicato sugli abiti e sulle scollature. Anche in Italia il merletto a fuselli e ad ago viene prodotto ovunque.

In Lombardia viene prodotto un altro tipo di trina a fuselli che porta il nome di Milano, quì i fuselli tessono un nastrino dal vivagno trasparente che gira a disegnare volute, fiori, figure di animali, stemmi e simboli religiosi su un fondo che si trasforma da quello a barrette a quello più leggero a barre esagonali. Per la facilità con cui si lava e si stira è adatto ad ornare camicie a reti di chiesa e corredi da sposa.

Si lavora in tutta la Lombardia e particolarmente a Cantù zona classica del merletto a fuselli. La trina di Cantù si ispira a motivi classici, intrecci decorativi a base di foglie, segni zodiacali, figure mitologiche che formano composizioni di grande grazia ed armonia.

Le trine dette meridionali vengono in gran parte dall'abruzzo e dalla Sicilia.

 

Pizzo Rinascimento in Sicilia

Il Pizzo Rinascimento trae il suo nome dal periodo storico in cui ebbe diffusione. Nel rinascimento infatti abbondava l'uso di trine e merletti per cui venne adottato per sveltire i tempi di lavorazione del merletto venezia, che era bellissimo ma di difficile e lunga esecuzione. Non c'è dubbio che il pizzo a Tombolo sia molto più prezioso, ma è anche molto più difficile da imparare e di lunga lavorazione.

 

Pizzo Rinascimento

 

Il pizzo rinascimento può sostituirlo egreggiamente per lavori che non siano di eccessivo pregio, ma che nel contempo devono risultare importanti e d'effetto. Un'altro problema per l'esecuzione odierna del pizzo rinascimento è la difficoltà nel reperire gli schemi ma si possono utilizzare schemi per il tombolo che nelle loro forme più semplici sono facilemente adattabili. Per la lavorazione a Pizzo RInascimento abbiamo bisogno: della spighetta, che è la trina che acquistiamo già tessuta.

Si trova nei colori bianco ed ecrù, di diverse forme e dimenzioni.

Della tela cerata, che è un tessuto pesante e non scivoloso sul quale va riportato il disegno del emrletto che vogliamo eseguire, e sulla quale poi verrà imbastita la spighetta ed infine del filato.

Questo va scelto in base alla misura della spighetta.

 

Lavorazione

la spighetta viene cucita sulla tela cerata seguendo lo schema su di essa riportato. una volta fissata bene la spighetta, si eseguono le barrette (le stesse dell'intaglio) ed un sopraggitto che fissa ed ha forma alla spighetta. I punti di riempimento sono tanti e di grande effetto per  donare importanza e bellezza al nostro lavoro.

 

 

Pizzo Rinascimento
 
Fonte: www.arte-ricamo.eu 

 

 

Mostra di Merletti a Mirabella Imbaccari

14 Luglio 2007 di Daniele Frulla


Sample Image

E’ possibile visitare nella splendida “Città del Tombolo” di Mirabella Imbaccari, a 16 Km da Piazza Armerina (CT),  la Mostra Permanente.

Sample Image

Una tradizione tramandata di generazione in generazione, grazie anche alle abili Suore dell’Istituto Santa Dorotea che hanno insegnato alle giovani ragazze la meravigliosa arte del Merletto a Tombolo.

 

I merletti che vengono realizzati sono dei veri e propri capolavori, dei pezzi unici al mondo, lavorati con dei pregiatissimi  fili di lino o di cotone che vengono avvolti in piccoli fusi di legno. Il ricamo nasce seguendo uno schema disegnato su un cartoncino, che viene fissato su un cuscino cilindrico, il Tombolo appunto.

A Mirabella Imbaccari è allestita una mostra-mercato permanente dei merletti, abiti ed arredi a tombolo (tel. 0933-991620) in cui vengono esposti i lavori eseguiti da tante ragazze. Alcuni sono dei veri e propri capolavori per la qualità e le dimensioni, vale veramente la pena di fermarsi ad ammirarli.

È possibile commissionare, previo accordo con le dirette interessate, l’esecuzione di lavori a tombolo con soggetti scelti dal committente.

La mostra è stata inaugurata nel 1986 e attualmente è ospitata nei locali della ex Scuola Media in v. A. De Gasperi, in attesa che venga realizzata una sede più consona.

Mostra-mercato permanente dei lavori a tombolo:
Ex Scuola Media
v. A. De Gasperi
Mirabella Imbaccari (CT)
Tel. 0933-991620
orario 9-12 /15.30-19.30 Festivi chiuso

Fonte: www.arte-ricamo.eu

Concorso Museo della Seta

8 Marzo 2007 di Caterina Mezzapelle


museo didattico della seta

Per la seconda edizione 2007

Il Museo della Seta di Como bandisce un concorso per un merletto a fuselli sul tema decorativo di una planche di stampa.

Scarica il Comunicato

Francobollo a Merletto – Un Dentello Tutto Trine

12 Giugno 2004 di Caterina Mezzapelle


Il primo francobollo in merletto al mondo è diventato realtà grazie alla realizzazione di un’azienda perugina. Composizione, ricamo, accoppiatura, fustellatura, spellicolatura, tracciatura e valorizzazione. Leggendole così queste parole, a tutto potrebbero far pensare tranne che alle fasi di realizzazione di un francobollo. Un francobollo italiano, per giunta. In genere quando si parla di carte valori postali, tutt’al più si possono sentir pronunciare termini come rotocalcografia, dentellatura, gommatura.

Ma stavolta proprio no, anzi di denti neppure l’ombra e sì che l’emissione in questione è di una di quelle destinate a lasciare segni “incisivi”. Il protagonista è infatti il francobollo in merletto, il primo del mondo, che Poste Italiane porta in scena il prossimo 8 ottobre per omologare un record nuovo di zecca: quello dell’originalità filatelica.

Se in questi ultimi anni le amministrazioni postali di mezzo mondo hanno fatto a gare per inventarsi i francobolli più strani o addirittura più improbabili, con materiali e tecniche di ogni tipo, la risposta dell’ingegno italiano parte dal merletto, un’arte tutta di casa nostra visto che è nata ad opera delle nobildonne veneziane secoli e secoli fa.

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