Punto Palestrina

di Daniele Frulla


Storia del Punto Palestrina.

Il punto palestrina prende il nome da una cittadina del Lazio, l'antica Praenestre. Questo punto fa parte dei punti annodati e viene utilizzato insieme ad altri punti per preparare ricami dando spessore a questo.

Il punto palestrina si presenta in due varianti: il punto a nodi Picots chiamato anche "nodo di palestrina grosso" e il punto a nodi a smerlo chiamato anche "nodo di palestrina piccolo".

Questi punti si eseguono orizzontalmente ma il punto a nodi picot può essere eseguito anche in verticale usando cotoni di varie grossezze per creare effetti diversi.

Affinchè questo punto risulti di grande effetto è necessario che la distanza tra un punto e l'altro sia regolare, ma questo è determinato solo dal gusto o dalle necessità di chi lo esegue.

Il punto palestrina viene lavorato sia da solo per rifinire capi oppure insieme ad altri punti.

 

Esecuzione:

Uscire con il filo sul dritto del lavoro nel punto in cui dovete iniziare a ricamare.

Puntare l'ago in verticale lasciando tre o quattro fili di distanza dal filo di uscita ed altrettanti fili di sopra.

Si fisserà un punto in diagonale come il disegno quì sotto.

 

Ottenuto il punto in diagonale inserire l'ago dall'alto sotto il filo in diagonale senza prendere il tessuto.

 

Ora l'ago si infila nuovamente nel punto diagonale ma affianco al filo del punto precedente, come se eseguissimo il punto occhiello.

 

Il filo viene tirato verso destra in modo che si formi un bel nodo in rilievo. Si passa poi a eseguire il punto successivo come spiegato allo schema n.1 a intervalli regolari.

Si ha un buon risultato usando filati grossi come Perlè n.8.

Fonte: www.arte-ricamo.eu


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