Punto Stella

di MariGiò


punto stella

punto stella

Il punto Stella è una variazione del punto croce infatti il punto base è sempre il punto croce ma ciò che lo distingue è quel punto in mezzo alla crocetta. Una volta terminato il punto esso assumerà la forma di una stellina.

Questo punto è solitamente utilizzato per creare delle piccole stelle, come punto di rifinitura per contornare il vostro lavoro.

Esecuzione:

1) Iniziare con un punto croce verticale

2) Continuare eseguendo un punto in orizzontae da sinistra verso destra.

Punto Croce – Tecnica Obliqua

di MariGiò


Se dovete ricamare delle greche, gli steli dei fiori, è bene eseguire la tecnica del punto croce obliquo in maniera tale da ricamare perfettamente il vostro lavoro.

Esecuzione: 

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 Fonte: www.arte-ricamo.eu 

Mezzo Punto Croce

di MariGiò


Il Mezzo Punto Croce è uno dei punti base dei ricami, è molto simile al punto croce ed ha diverse varianti. Si esegue in corrispondenza delle curve o per meglio seguire la sagoma del motivo infatti si possono riempire spazi di tessuto molto ampi evitando di consumare tanto filo.

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Notize Storiche

Nel XIX secolo il Mezzo Punto Croce veniva utilizzato per la realizzazione di biancheria ed arredamento per la casa come per esempio cuscini, tovagliati e tapezzerie.

Venivano spesso scelti soggetti floreali o disegni stilizzati ed i filati utilizzati erano di lana o cotone in maniera tale da realizzare un ricamo compatto e omogeneo. 

 
Fonte: www.arte-ricamo.eu 

Lettere che Parlano al Cuore

di MariGiò


Si inaugura oggi una nuova sezione in questo sito dedicata alla poesia. Eh si…hai capito bene, spesso l’arte del ricamo non si ferma soltanto ad una semplice attività creativa manuale ma può diventare anche un esercizio così affascinante, rilassante e soprattutto coinvolgente al punto da toccare il profondo del cuore e traformarsi in un’altra attività creativa: l’arte del poetare.

Com’è nata l’idea?

Una carissima appassionata di ricamo proprio ieri mi ha inviato una meravigliosa poesia scritta con amore e diletto mentre eseguiva i suoi preziosissimi ricami. Ho pensato di creare una sezione apposita affinchè tutti gli appassionati di ricamo possano cimentarsi tra un punto  e un altro alla scrittura di poesie, storielle o singoli versi sul ricamo.

Partecipa anche tu!

Come fare?

Una volta che hai terminato di scrivere la tua poesia o il tuo racconto, non ti rimane altro che inviarmi via e-mail o scrivere direttamente sul forum la tua poesia/racconto ed io la inserirò nella sezione apposita.

Eccoti quì di seguito la poesia di MariGiò… 

Lettere che Parlano al Cuore

R: Ricordo di un tempo ormai lontano,
quando il ricamo era tradizione.
I: Intrecci di fili leggeri abilmente,
accostati per creare lavori sorprendenti.
C: Conservare, continuare con il ricamo,
la storia della creatività tra le nuove
generazioni per custodire la nostra cultura.
A: Ammirazione per tutte le donne che abilmente
con le loro mani hanno saputo creare meravigliosi
ricami trasmettendoci anche un pezzo del loro vissuto.
M: Mani laboriose, instancabili, mani che sanno
dipingere con ago e filo, mani che sanno creare cose
per offrirle al mondo che ne ha bisogno.
O: Orgoglio di poter mostrare un lavoro ultimato
e dire questo l’ho fatto io.

                                                                                MariGiò per Arte e Ricamo

Fonte: www.arte-ricamo.eu

Il Ricamo Open Source

di MariGiò


Il Ricamo Open Source è una sorta di esperimento artistico impegnato socialmente, che cerca di includere più persone possibili e mettere insieme ciò che Ele Carpenter considera come gli elementi comuni del ricamo, che è stato storicamente un lavoro femminile, e la programmazione del computer, un'area largamente popolata dagli uomini.

Quando ella per la prima volta iniziò ad interessarsi ai collegamenti tra i due tipi di lavoro, Carpenter insegnò lei stessa sia il punto scritto (un punto di ricamo fondamentale) che l'html .

Ha modificato cappelli e sciarpe cucendoli con slogan provocanti in codici html, come per esempio "Pace" (Benvenuto a programmare da letteratura).

Ma il progetto principale “l'ombrello OSE” è una trapunta esagonale di 216 colori esadecimali (chiamati cosí perché i codici html per i colori hanno sei cifre).

Sia le ricamatrici principianti che le esperte che i programmatori erano invitati a contribuire realizzando le pezze esagonali, ognuno ricamato col suo codice html indicante il colore.

La trapunta è esposta presso il Laboratorio Access Space a Sheffield, in Inghilterra, dove Carpenter era un'artista risiedente quest'estate.

Informazioni: Design Wall

 

Fonte: www.arte-ricamo.eu 

Tradotto da: Valeria Capossela 

 

 

Uomini: Ricamo, Merletti e Uncinetto

di MariGiò


progetti uncinetto

progetti uncinetto
Uomini a lezione di uncinetto e ricamo. Si è svolta a Torino la quarta edizione di Manualmente , una fiera deidcata alle attività manuali.
Un’iniziativa davvero singolare è stata quella di proporre agli uomini l’apprendimento di diverse tecniche tra cui quella del ricamo e dell’uncinetto.
Gli uomini potevano così dimostrare di avere creatività e abilità manuali in lavori considerati prettamente femminili.Pensate che il ricamo e l’uncinetto appartenga unicamente alla sfera femminile?

Un po’ di storia

In epoca antica erano i sacerdoti ad occuparsi di ricamo creando delle vere e proprie opere d’arte. Nell’antica Roma c’erano i “plumari”, ricamatori che provenivano dall’Oriente e che disegnavano e ricamavano piume, e i “frigiones” che disegnavano e ricamavano “fregi”, un tipo di ricamo proveniente dalla Frigia.

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Tessere e Ricamare nel Paraguay

di MariGiò


Tessere la tela di ao po`i a mano, come succedeva ai tempi della Colonia Spagnola, è un arte che ancora persiste presso Yataity, anche se adesso rischia di estinguersi. 

"Realizzare tutto il processo a mano occupa tanto tempo ed è un lavoro laborioso, richiede una pazienza infinita.

La maggior parte delle tessitrici oggi preferiscono comprare la tela già pronta nelle fabbriche di Manufactura Pilar, per poi eseguire soltanto il ricamo a mano"

dice Leonor Gauto, una delle poche persone che realizzano ancora questo processo negli antichi e precari telai di legno, chiamati nella lingua guaraní "tera".


Leonor è una insegnante di Ricamo  ed ha mostrato il suo telaio nella mostra di Yataity per il Servizio di Promozione Artigianale.

Leonor cerca di insegnare l'intero processo dalla realizzazione del filato di cotone a mano (ñe povã), sfilando piano paino il bozzolo sradicato dai campi, avvolgendolo nel fuso di legno, per poi stendere i fili sottili sul telaio, e quindi iniziare ad incrociare il filo con una precisione quasi matematica, mentre la tela prende forma.


Leonor ci racconta: "Gli alunni vengono a curiosare, ma nessuno vuole fare la tela a mano. C'è soltanto un giovane ragazzo che sembrerebbe interessato. Potrebbe succedere che quando noi non ci saremo più questa arte potrebbe finire con noi".


Accanto a Leonor, ci sono altre tre donne che tessono a mano: Mariana González, Teófila Talavera ed Elisa Talavera. E c'è anche un uomo. Si chiama Eligio Villalba, che vive nella compañía Kavaju Kaigue, a sei chilometri da Yataity.

Don Eligio tiene con cura il suo telaio di legno.

"Fu realizzato da un carpentiere chiamato Saturnino Gauto, ma adesso non c'è più chi li costruisce",

dice, mentre ripete tutto il processo, quasi a memoria, perchè ha gravi problemi alla vista e non riesce a vedere bene.

"Sono l'ultimo tessitore. Dopo di me, probabilmente non ci sarà nessuno", dice, con un aria triste.

 

Fonte: www.arte-ricamo.eu

 

Tecniche di Ricamo: Ars Panicalensis

di MariGiò


ars panicalensis

ricamo su tulle ars panicalensis
Nel tardo Medioevo e durante il Rinascimento la produzione artigiana umbra era stata fiorente e prestigiosa. Dopo un periodo di “declino”, la produzione era stata affidata esclusivamente alle donne e veniva tramandata esclusivamente all’interno delle mura domestiche oppure in qualche istituzione ecclesiastica.
Tra la fine del XIX e gli inizi del XX sec., l’attività di produzione di ricami e merletti inizia a riprendere in maniera più attiva con l’apertura di scuole-laboratorio.
Accanto a un mercato Italiano ed estero, si sviluppano imprese e “Industrie Femminili Italiane” istituite e dirette da signore dell’aristocrazia e della borghesia illuminata che riescono a portare avanti nuovi orientamenti imprenditoriali, organizzano e riqualificano la mano d’opera di giovani donne contadine.Attraverso una tecnica di ricamo già esistente in passato, negli anni ’20, Anita Belleschi Grifoni fondò una scuola di ricamo su tulle, chiamata anche Ars panicalensis (Panicale), dando la possibilità a molte donne del paese di essere indipendenti economicamente. La scuola ebbe un grande successo, organizzò diverse attività con mostre e fiere inviando anche dei pezzi alla Casa Savoia.

Le famiglie reali vennero subito a conoscenza dell’Ars Panicalensis e commissionarono veli da sposa, abiti da battesimo e tovaglie d’altare. Il lavoro di Anita Belleschi Grifoni viene tutt’oggi tramandato.

Dal 2001 è attivo il museo del tulle presso la Chiesa di S. Agostino (XV sec.), con tipici manufatti ricamati.

L’Ars Panicalensis è una tecnica di ricamo ad ago su tulle. Caratteristica principale è l’effetto di chiaro-scuro, vuoti-pieni, resi dai punti base e dai numerosi retini.

Motivi decorativi caratteristici sono fiori, medaglioni, a retina, uccelli del paradiso, volute barocche.

Fasi di lavorazione: disegnare il motivo scelto su carta oleata; imbastire il tulle su un doppio supporto costituito da carta oleata e carta da pacchi; eseguire il ricamo ad ago con punti filza e retini; rifinire il bordo esterno con il birello; eliminazione dell’imbastitura e della carta; ritagliare il tulle intorno al birello; stirare a rovescio.

Informazioni: Paola Matteucci

Fonte: www.arte-ricamo.eu

Guida Punti di Ricamo di Jane Greenoff

di MariGiò


The New Cross Sticher's Bible

The New Cross Sticher's BibleDal 7 Novembre 2007 sarà disponibile il nuovo libro di Jane Greenoff  dal titolo  "NEW Cross Stitcher’s Bible". La prima versione era stata presentata nel Febbraio del 2003. 

In Amazon.com potete leggere la recensione:

“Features more pages, all new project designs an extended stitch library and a stay-open binding.

Questa guida  essenziale per il punto croce e altre tecniche di ricamo contiene diversi punti di ricamo illustarti con immagini molto chiare.

I  nuovi schemi sono semplici da realizzare, le immagini dei motivi e gli schemi dei progetti sono chiari e possono essere adattati per realizzare altri progetti.

Tante novità riguardo alle nuove tendenze e consigli sui nuovi filati.

 

Fonte: www.arte-ricamo.eu 

La Piramide PortaLavoro per chi Ama Ricamare

di MariGiò


Piramide Punto croce

Visitando il sito di "The Silver Needle " ho trovato un idea regalo davvero originale.

Così ho pensato di condividere con voi questo oggetto davvero nuovo ed esclusivo che potete ricamare, personalizzare e regalare per Natale!

Piramide Punto croce

Una piramide da ricamarere; sull'esterno è decorata con dei simboli natalizi, e all'interno ci sono delle piccole tasche per conservare i fili, e con piccoli strumenti da ricamo in argento come per esempio l'ago, il ditale…e ciò che serve per il ricamo, l'albero è di lana ed è posto all'interno, al centro della piramide in piedi e serve come punta spilli!

 

Fonte. www.arte-ricamo.eu 

 

Cifrare la Biancheria

di MariGiò


cifrare la biancheria

cifrare la biancheria

Un viaggio nel tempo per riscoprire l’Arte del Cifrare la Biancheria.

Come sappiamo il Ricamo è una delle più antiche forme d’arte applicata, è molto semplice da realizzare: bastano soltanto un ago e del filato di qualsiasi materiale sia vegetale che animale.
In passato, era molto importante che ogni ragazza ricamasse le iniziali del suo nome e cognome così come l’anno della realizzazione sui propri capi.

Con il passare degli anni il ricamare le proprie iniziali diventa un modello da perseguire. Le ragazze incideranno attraverso ago e filo le proprie iniziali sul corredo e cifreranno la loro biancheria. Questa pratica veniva tramandata non con l’inchiostro né con la penna, ma attraverso l’arte del ricamo.

Ricamare le proprie iniziali sulla biancheria per la casa è una tradizione molto antica e nasce dal bisogno di affermare la propria personalità e dal senso di proprietà.

I punti impiegati nella realizzazione di tale tipo di ricamo, che richiede appositi telaietti, sono sempre stati il punto raso, il punto pieno o passato, il cordoncino, il sabbia, i retini, bianco su bianco per le classi medio alte; in colorato punto croce per borghesia e popolo.

il ricamo in egitto

Andando indietro nel tempo ed esplorando il meraviglioso mondo egizio, scopriamo delle antichissime tuniche e bende di lino con delle iniziali ricamate appartenenti alle mummie egiziane.

Esistono degli esemplari, del Secolo XVI a.C., di cifre ricamate su biancheria in grosso filo bruno.

Se ci spostiamo in Europa o in America, attraverso gli imparaticci femminili, ecco i primi esercizi di ricami: un modo efficace per imparare oltre a ricamare le proprie iniziali anche l’alfabeto.

Non dimentichiamo inoltre i meravigliosi stemmi araldici, i paramenti liturgici come l’Iniziale di Maria o il monogramma del Cristo.

I fazzoletti di fidanzamento, arte che si afferma in tutta Europa, venivano scambiati tra i futuri sposi come simbolo di amore e di fedeltà.

I fazzoletti erano solitamente siglati con le iniziali dell’amato/a oppure con quelle di entrambi. Ricorderete tutti come un fazzoletto sia stato complice del destino di Desdemona e di Otello.

L’arte del cifrare attraverso il ricamo viene testimoniata dagli oggetti nuziali della Borgogna nel XV sec.

Anche i vestiti popolari venivano finemente firmati con ago e filo. Diversi erano i tessuti utilizzati come il lino e la seta, i filati d’oro e d’argento, venivano inserite borchie, smalti, perline, scaramazze.

Niente viene fatto per caso…

Nella vita pratica era davvero importante “possedere” i propri indumenti o biancherie con il proprio monogramma ben ricamato.

Anticamente, saper fare il bucato era un’ arte femminile molto laboriosa, non veniva praticata spesso poiché si cercava di  accumulare molti più capi possibili.

A Venezia  non disponendo di fonti d’acqua dolce si faceva addirittura il bucato soltanto un paio di volte all’anno.

Era necessario quindi possedere una vasta dote di biancheria per la casa e soprattutto degli indumenti che dovevano essere sempre puliti e candidi;  la biancheria sporca invece veniva  trasportata in terraferma presso le foci del fiume, con grandi imbarcazioni.

Ecco perchè era di fondamentale importanza  ricamare con le cifre (solitamente di lei)  la propria biancheria, facilitando così il riconoscimento.

In qualsiasi classe sociale sia la biancheria personale (camicie e mutandoni, le fasce neonatali) che quella per la casa (lenzuola, asciugamani, tovaglie, facenti parte del corredo portato in dote)  veniva siglata con le iniziali della sposa.

Tatticamente studiato e praticamente costatato, le donne usavano ricamare la loro dote con colori molto vivaci  come il rosso o il blu in maniera tale che durante il lavaggio la tela sottostante il ricamo assumeva il colore del filato e se qualche ladro sarebbe stato intenzionato a rubare un capo, scucendo magari le iniziali ricamate queste sarebbero rimaste leggibili nel tessuto.

Il lavaggio della biancheria avveniva in luoghi comuni:al fiume o presso appositi lavatoi o nei mastelli e tini delle “lissie”;  questi oltre ad essere dei luoghi dove risolvere accuratamente uno dei più importanti compiti femminili era anche un luogo dove le donne potevano trascorrere insieme parte della giornata scambiandosi idee, curiosità e pettegolezzi.

Non possiamo sottovalutare un altro compito anch’esso fondamentale che svolgono queste letterine perfettamente ricamate dalle abili donne! Lo studio, la ricerca e la progettazione delle cifre da ricamare rendendo originale, la grafica.

Col tempo la moda influirà molto sulla scelta dei disegni, dei tessuti e dei filati di qualsiasi capo. Troveremo quindi lettere e vocali con volute, ricci, cartigli rendendo sempre più prezioso il tessuto.

Si vennero a creare dei veri e propri mestieri dedicati alla progettazione di disegni personalizzati. Nascono i disegnatori per ricami e merletti che forniscono disegni diversificati di iniziali. Essi lasciano in eredità una immensa bibliografia specifica nel corso del 500 fino ad arrivare ai primi del 600.

Ricordiamo Pietro Paolo Tozzi che ci fornisce un modellarlo intitolato “ La Ghirlanda di sei vaghi fiori scelti da più famosi giardini d’Italia”, edito a Padova , nella libreria “del Gesù”, nel 1604.

Grazie alla diffusione della stampa nascono nell’800 le riviste femminili (nato nell’ultimo quarto del 600) sarà sempre più facile recuperare modelli di alfabeti da imitare, in seguito disegnati su carta di ogni tipo e per ogni occasione, su portafogli, astucci per occhiali.

L’industrializzazione invaderà il mercato e ricamare le iniziali diventerà sempre più una ripetizione in serie delle stesse. Niente di originale e personale quindi?

Nel XX secolo ricamare le “cifre”  è divenata una mania, gli stilisti non ne possono fare a meno.  Vengono proposte in qualsiasi dimensione, e spesso ricamate con filati di colore diverso rispetto al tessuto di base.

Fonte: www.arte-ricamo.eu 

Pittura Con L’ago: Il Ricamo Cinese Suzhou

di MariGiò


ll ricamo Suzhou è un ricamo con fili di seta e viene eseguito su tessuti di seta, è fatto a mano ed è il più importante fra tutti i tipi di ricamo cinese.

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Suzhou è una città dichiarata dall'Unesco patrimonio culturale dell'Umanità, ci sono bellissime case signorili e bei giardini ed è  conosciuta dal mondo per il loro ricamo, la sua massima espansione iniziò all'epoca della Dinastía Song (960-1279 DC).

Fonte: www.arte-ricamo.eu

 

Mostra Ricami: Associazione Tradizioni Piemontesi

di MariGiò


Mostra di Ricamo Fili e Trame - Lingotto Fiere

Mostra di Ricamo Fili e Trame - Lingotto Fiere

Mostra di ricami dell’ associazione:
22/23 Settembre 2007
Collegno (TO) – Biblioteca Civica III edizione “Fili e Trame”
Lavori delle allieve

27/30 Settembre 2007

Torino – Lingotto Fiere
Manualmente 2007

Fonte: Tradizioni Piemontesi

Sfilato Siciliano: Come si Esegue

di MariGiò


Come si esegue lo Sfilato Siciliano?

Fase di preparazione dello sfilato siciliano: si “indebolisce” il tessuto sfilandolo.

Fase di ricamo: si “rinforza” così bene che spesso, dei corredi antichi, rimane la parte ricamata, con un po’ di tessuto intorno, e il resto va distrutto.

Gli sfilati prendono i nomi dalle diverse epoche, dai luoghi di provenienza, da chi ne ha dato un’interpretazione diversa.

Quanti tipi di sfilato esistono?

Esistono tanti tipi di sfilato siciliano e sono diversi tra loro variando da paese in paese. Gli sfilati più famosi, sono quelli della Sicilia e della Sardegna. Gli sfilati siciliani, più noti sono: il 400, il 500 , il 700 e il Vittoria. Gli sfilati sardi: quelli dal Campidano, quelli da Bosa e altri ancora.

Lo sfilato siciliano 500 è quello più facile da eseguire: si utilizzano disegni su carta quadrettata e dopo che si è creata la rete di fondo con una semplice sfilatura del tessuto, si esegue il punto cordoncino intorno ai disegni. Quando si lavora su tessuto così grosso da rendere facile il conteggio dei fili, ricamare diventa davvero un gioco divertente.

Chi è alle prime armi può eseguire prima il cordoncino di contorno e poi le sfilature: si delinea il disegno con una filza e si ripassa a punto cordoncino, poi si tolgono, sia nella trama che nell’ordito, 4 fili sì e 4 no. Sempre a punto cordoncino si riempiono i fili rimasti.

Quale tessuto scegliere?

La trama del tessuto deve essere regolare. Per i lavori più importanti si può utilizzare il lino, per quelli più facili, invece, la tela Assisi.

Quale filato utilizzare?

Nel primo caso si può optare per un Cotone Ricamo a Mano Anchor, nel secondo si può scegliere il Cotone Mouliné Anchor a due capi oppure il cotone Perla Anchor

 

Autore: Caterina Mezzapelle

Fonte: www.arte-ricamo.eu

Storia e Tradizioni – Il Ricamo

di MariGiò


ricamo

ricamo

Il ricamo è un’arte che è nata e si è sempre evoluta nei secoli, fino ai giorni nostri. Si è tramandata di generazione in generazione come arte femminile.

Ci sono tantissimi punti da imparare ed ognuno ha la sua origine e la sua evoluzione.

Il termine ‘ricamo’ deriva dall’arabo ‘rakam’.

Ricamo è quel lavoro ad ago di carattere ornamentale che viene eseguito su tessuti di qualsiasi genere e anche sul cuoio.

L’origine del ricamo si considera orientale proprio per le sue caratteristiche che si sono a lungo conservate e poiché fin dal principio della millenaria civiltà cinese si hanno notizie di simboli ricamati sulle vesti, tende, drappi e coperte. Questi simboli, che si sono conservati nei secoli successivi, ci danno indirettamente notizia dello stile primitivo del ricamo cinese che appare orientato a conseguire effetti pittorici, con colori spesso vivacissimi ed armoniosi.

La Cina e il Giappone i più antichi esempi di ricami cinesi risalgono al regno della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.): sono frammenti di seta decorati a punto catenella con nubi e dragoni, provenienti dal Turkestan orientale. La produzione della seta diede forte impulso allo sviluppo del ricamo in Cina: i pezzi più preziosi erano ovviamente quelli destinati all’abbigliamento di nobili e imperatori. Si imposero elaborate decorazioni eseguite su fondo scuro, in prevalenza nero; molto ricercati anche i lavori realizzati con fili di seta intrecciati con oro o argento.

Nel bacino Mediterraneo l’arte del ricamo è testimoniata anche da pitture o sculture, ma con qualche dubbio se si tratti di tessuti ornamentali o di veri e propri ricami.

Nell’antico Egitto l’esistenza del ricamo è anche comprovata direttamente da esemplari, del Secolo XVI a.C., di cifre ricamate su biancheria in grosso filo bruno, e di ricamo ornamentale consistente in piccoli tondi di color verde vivo ricamati su di una benda, probabilmente usata come acconciatura.

Anche nella Bibbia si ricorda parecchie volte il ricamo , attraverso alcuni versi.

Nella cultura dei Babilonesi erano molto presenti i ricami ed i loro re ne ornavano riccamente i loro abiti.

In Grecia il ricamo fu introdotto dai Frigi. Un frammento di tessuto greco di lana color porpora del IV Secolo a.C. è ornato con un ricamo in lana di vari colori, che rappresenta un cavoliere tra motivi di fogliami.

Anche a Roma il ricamo è fatto conoscere dai Frigi , che ne fanno largo commercio come testimonia Plinio. Le fasce che servivano a distinguere i funzionari erano ricamati sulle loro toghe.

Nell’Impero Bizantino si tenne in grande onore l’arte del ricamo, che ornava riccamente le vesti dei potenti, come si vede sul mosaico che rappresenta l’imperatrice Teodora con le figure dei Re Magi ricamate sul lembo inferiore della veste.

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